Articolo del 31/07/01

Il centro storico volta pagina

CASOLA VALSENIO – Nuove vesti per il centro storico per un forte segnale vitale. La collina ridisegna i suoi confini partendo dai motori di questo nuovo movimento. I singoli paesi della Comunità Montana dell’Appennino faentino si avviano a realizzare i primi interventi di riqualificazione architettonica dei loro centri di mobilità sociale. Il sindaco di Casola Valsenio, Giorgio Sagrini, tiene a sottolineare il forte impatto economico e di gestione che questi adeguamenti istituzionali competono ad un’amministrazione comunale. Si compone così il quadro degli interventi che si stanno mettendo in atto dalla giunta per la realizzazione del programma di riqualificazione urbana. “In questo primo progetto - afferma Sagrini – si definiscono i primi tre interventi da effettuare. Ricucire il tessuto sociale tra via Matteotti e piazza Sasdelli, centro nevralgico di tutte le manifestazioni turistico-culturali del paese, assieme a Casa Pozzi e alla ristrutturazione della torre civica, sono le direzioni di questi primi finanziamenti”. Che si aggirano attorno al miliardo. “Alla fine del mese – precisa Sagrini – dovranno essere presentati in Provincia i progetti per poter usufruire dei finanziamenti provenienti dall’Obiettivo 2. Anche se la Banca d’Imola permette oggi di usufruire di mutui per 1,5 miliardi l’anno a tassi agevolati per le opere di recupero o acquisto degli immobili del centro”. Addentrandosi nello specifico, il secondo intervento riguarda Casa Pozzi. A causa delle condizioni pericolanti dello stabile, lo Iacp, dall’anno scorso nuovo proprietario, sta procedendo alla messa in sicurezza, demolendo anche i muri esterni. Per mantenere a fine lavori le caratteristiche presenti prima dell’intervento, sono già stati stanziati 300 milioni a cui se ne dovrebbero aggiungere altrettanti. Il terzo intervento si dirige verso la riqualificazione della rete commerciale del centro storico, che da parte pubblica prevede lavori di manutenzione straordinaria della torre dell’orologio. “Importante azione di ripristino architettonico – sostiene Sagrini - è quella che vorrebbe essere realizzata all’ex Chiesa del Suffragio. Il progetto di restauro conservativo, se verrà finanziato, pianifica un intervento rispettoso della struttura e dei contenuti che vorranno abitarla. L’idea è quella della creazione di un ecomuseo, dove sarà possibile conoscere l’ambiente del comprensorio naturale sfruttando i sensi e i sentimenti. Apprendere l’origine, il metodo di lavorazione e le caratteristiche delle produzioni agricole permette di legare la cultura dell’uomo all’ambiente fisico a cui appartiene”. Il costo di quest’intervento è previsto di 400 milioni di lire. Per quanto riguarda il privato, alcuni negozianti, anche se in numero ridotto, continuano nell’opera di riqualificazione degli ambienti lavorativi e delle facciate in funzione di quest’imminente riassetto architettonico e urbano. Questi percorsi di ristruttaurazione si inseriscono in modo determinante nell’agenda comunale di Casola Valsenio nel momento in cui la collina cerca di farsi conoscere anche da nuovi partner europei per promuovere il made in Italy.

Riccardo Isola