
FAENZA - Quello faentino è un territorio “tradizionalmente agricolo, in cui l’industria è nata come fatto spontaneo, senza tradizione vera e propria”. Parole di Giorgio Gellini, presidente del Rit, ovvero il Parco Tecnologico, “nato proprio per sviluppare questa competitività”. Il Parco ha avuto il suo primo vero atto operativo con il convegno svoltosi ieri mattina alla sede faentina dell’Enea. “In Italia esistono oggi 24 parchi tecnologici, tutti diversi fra loro”, ha detto Marco Baccanti, vice presidente dell’International Association Science Parks nonché esponente di spicco del Parco Tecnologico “Centuria” di Cesena, l’altra esperienza romagnola nel campo. “L’obiettivo, insomma - ha sottolineato Baccanti - è in primis quello di mettere a sistema le strutture economiche esistenti sul territorio; quindi quello di cercare una maggiore competitività utilizzando le innovazioni tecnologiche e la ricerca, presente e futura. Con lo scopo finale di creare una struttura che, rispetto ai singoli associati, possa offrire una serie di vantaggi e di offerte migliori”. “La capacità di innovazione, nel nostro territorio è sicuramente rilevante - ha aggiunto Massimo Bucci, presidente regionale di Confindustria - e questo grazie sia alla qualità della nostra manodopera che alla facilità con cui le nostre aziende si relazionano con l’estero. Però la nostra è una realtà di imprese medio-piccole, che hanno rapporti altuari con il mondo della ricerca e della innovazione tecnologica. Sotto questo profilo è necessario fare ancora molti passi avanti”.