Articolo del 30/09/01

A scuola di dono: presentato il progetto formativo

faenza - Fra le principali azioni promozionali organizzate dall’Avis faentina, particolare importanza rivestono gli interventi nelle scuole. Così ha suscitato interesse l’intervento di presentazione del progetto formativo “Azione Avis” alle scuole faentine. Promossa dall’Avis, l’iniziativa, che ha come obiettivo la promozione del dono del sangue e dei valori della solidarietà all’interno degli istituti scolastici, è ben radicata nella realtà faentina: l’8 per cento degli studenti di Ipsia e Iti dona regolarmente, mentre, in base ai dati nazionali, per raggiungere l’autosufficienza di sangue sarebbe sufficiente una percentuale di rapporto fra donatori e popolazione pari al 5 per cento. Un aspetto sottolineato nel corso dell’incontro con le scuole: “Ciò che sta avvenendo nel mondo in queste settimane invita a pensare all’importanza del volontariato - ha osservato Claudio Casadio, sindaco di Faenza -; ecco perché diventano fondamentali due aspetti: la riscoperta dei valori e la scuola, tramite per trasferire ai giovani i valori”. L’incontro, che ha riunito molti insegnanti delle scuole superiori, ha permesso di delineare alcuni progetti mirati, per favorire il coinvolgimento dei ragazzi. Il primo, lanciato dall’Avis, riguarda la realizzazione di un opuscolo informativo destinato alle famiglie per raccontare, con il linguaggio degli studenti, il sangue e le modalità del dono. L’altro, proposto dalla dirigente dell’Istituto di Stato per l’Agricoltura Persolino e dell’Ipc, vuole rendere i ragazzi protagonisti indiscussi nell’attività di promozione dei valori e della raccolta del sangue attraverso, ad esempio, la produzione di un video da distribuire. “Purtroppo oggi la nostra provincia raccoglie una quantità di sangue appena sufficiente per sé stessa - ha spiegato il presidente dell’Avis provinciale, Dino Guerra -. L’incremento dei trapianti e dell’attività chirurgica in genere ha intensificato la richiesta di sacche di sangue. In futuro sarà sempre peggio - ha precisato - ed è quindi importante stimolare una sensibilizzazione generale su questi temi. L’Avis affianca l’attività della scuola non come sponsor, ma prestando aiuto, nello svolgimento di attività particolari, come ricerche o recite e occupando, in accordo con gli insegnanti, ore di lezione con propri volontari e medici”.