Articolo del 30/09/01

Antenne, sì al regolamento

FAENZA - Ha riscosso i voti favorevoli anche da parte di due rappresentanti della minoranza (Graziano Resta e Daniele Piolanti, gruppo Fi/Ccd) il nuovo “Regolamento comunale per l’installazione dei ripetitori per telefonia mobile” approvato giovedì scorso dal consiglio comunale. Contrari solo i consiglieri di Fi, mentre An e “La tua Faenza” si sono astenuti. Dopo la relazione dell’assessore all’ambiente Luca De Tollis (Verdi), davanti all’assemblea e ad un pubblico insolitamente numeroso, evidente segnale di un diffuso interesse per la tematica, sono intervenuti i consiglieri, che hanno ampiamente discusso la delibera, esprimendo critiche o apprezzamenti. All’unanimità è stato votato un emendamento presentato dal centro sinistra, letto dal capogruppo Emanuele Tanesini che, otre ad ampliare le zone di esclusione degli impianti ai borghetti di campagna e alle aree dimesse da insediamenti, ma di possibile riconversione, ha modificato la durata del regolamento stesso, introducendo la possibilità “di rivederlo se intervenissero novità tecnologiche”. In sostanza si tratta di un buon risultato incassato dalla maggioranza, denotato anche dal fatto che ad un incontro svoltosi a Roma sulla tematica al quale hanno partecipato numerosi comuni italiani, il documento faentino è stato oggetto di un largo interesse da parte di almeno altri dieci enti locali, fra i quali Acireale e Busto Arsizio, i cui rappresentanti hanno provveduto a richiedere copia. Tra gli interventi particolarmente critici quelli del gruppo Forza Italia. “E’ voler mettere in risalto il massimo di un minimo” ha detto Bruno Console Camprini che ha proseguito accusando l’assessore di essersi “mosso in ritardo non prevedendo nessun maggior limite agli effetti creati dalle antenne”. Infatti “si sarebbe dovuto includere la possibilità di controlli sistematici e temporali, ma chissà perché le verifiche sono sempre poco considerate, si ha forse paura di rivendicare l’autonomia comunale?”. Per Cosimo Musca “mancano i tempi per il risanamento e la delocalizzazione delle antenne, oltre alle distanze fra i singoli impianti, in modo da evitare la concentrazione, oltretutto non vi è stato riportato nessun impegno all’informazione”. Secondo il consigliere Gilberto Bucci “è comunque un passo avanti rispetto ad un anno fa, quando l’Amministrazione voleva addirittura trattare di volta in volta i singoli impianti con i gestori”. Gregorio Tini (An) non ha voluto infierire anche perché è stata accolta la sua istanza di portare la materia nell’ambito della Commisione Terza Territorio: “aspetto fiducioso - ha detto – per vedere i risultati”. Altri dell’opposizione hanno ribadito la pericolosità non solo degli impianti per telefonia mobile, ma anche di elettrodotti e ripetitori di altra natura.

Francesco Donati