Articolo del 30/08/01

Bel Faenza, ma passa il Rimini

RIMINI (4-4-2): Bizzarri 7.5, Nanni 6, Ballanti 6.5, Masi 6.5, Mussoni 6.5; Bordacconi 6 (12’ st Di Terlizzi 5.5), Antonioli 5.5, Brighi 6.5 (12’ st Semprini 5.5), Cipolli 5.5 (30’ st Micchi n.g.); Di Nicola 6.5, Dosi 5.5. A disp.: Donati, Caverzan, Vitali, Paglialonga. All.: Bonavita. FAENZA (4-4-2): Domanico 6.5; Cavina 6, Minardi 6.5, Chiarini 6.5, Bianchedi 6; Neri 7, Errani 6, Mordini 6 (41’ st Ricci n.g.), Conficconi 6; Floccari 6.5, Nonis 6. A disp.: Brandi, Bandini, Fontana, Lagorio, Mambelli, Lippi. All.: Regno. ARBITRO: Russo di Torre del Greco 6. NOTE: serata calda, terreno in discrete condizioni. Spettatori 691 per un incasso di lire 10.610.000. Angoli 1-1. RIMINI - Il Rimini stacca il biglietto per i sedicesimi di finale, ma quanta fatica per tenere a bada un buon Faenza (0-0). La squadra di Regno ha fatto infatti una signora figura dinanzi a Ballanti e compagni in una partita dai due volti. Primo tempo di marca biancorossa con Di Nicola a fare il diavolo a quattro negli ultimi sedici metri. Ripresa tutta manfreda con Bizzarri a fare il fenomeno dinanzi agli scatenati Neri e Floccari. Al fischio d’inizio Bonavita presenta Antonioli in mezzo al campo ma non dietro le due punte, con Bordacconi a destra e Cipolli a sinistra, mentre in difesa Masi rimpiazza lo squalificato D’Angelo, il resto tutto secondo copione. Regno risponde con lo stesso 4-4-2, dove i due centrali difensivi Chiarini e Minardi rappresentano il punto di forza. Il Faenza è pimpante, veloce ma non punge perché Masi annulla Floccari e Ballanti fa girare al largo Nonis. Il Rimini invece ci mette poco a capire come dovrà giocare quest’anno: tocchi veloci a centrocampo, palla in profondità per Di Nicola che come fanno tutti i veri attaccanti gioca costantemente sul filo del fuorigioco. E a parte un tiro sull’esterno della rete di Dosi al 5’, tutte le azioni pericolose sono del bomber abruzzese. Minuto 22’, il suo bolide da fuori area sfiora l’incrocio dei pali. Minuto 25’, il suo colpo di testa si perde di un soffio a lato e quattro minuti più tardi Domanico guarda battuto un missile di Di Nicola da due passi che finisce alto. Il Faenza? Fa quello che può in difesa, è discreto a centrocampo, è inesistente in attacco. E così il Rimini continua a menare le danze e al 41’ Domanico devìa in angolo la solita conclusione dello scatenato Di Nicola. Ai punti i padroni di casa sono nettamente in vantaggio ma il gol non arriva anche se basta lo 0-0 per passare il turno. Nella ripresa dopo 5’ è ancora Domanico a dire di no a Di Nicola e sembra che si possa assistere alla replica della prima frazione. Tutto sbagliato perché da questo momento in poi sale in cattedra la formazione manfreda. La novità di Bonavita di spostare Bordacconi a sinistra e Cipolli a destra nel centrocampo a quattro non dà i suoi frutti, anzi crea confusione tanto che poco più tardi entrambi finiranno sotto la doccia. Gli ospiti guadagnano metri a quantità e tra il 63’ e il 74’ sfiorano il vantaggio per tre volte con Neri e Floccari. Ma Bizzarri è superlativo respingendo di piede, di pugno e di corpo i missili che gli provengono da due passi. Il Rimini si scioglie e Bonavita prova a correre ai ripari inserendo Micchi per Cipolli con Dosi arretrato a centrocampo. In campo ci sono anche Di Terlizzi per Bordacconi e Semprini per Brighi. Risultato? Una grande confusione, visto che nessuno tiene più la posizione. Dalla tribuna partono i primi fischi, a un certo punto qualcuno mormora: “Sta a vedere che la maledizione del Neri colpisce ancora. Ogni volta che bisogna raggiungere un obiettivo, il Rimini in casa lo fallisce”. E in effetti il Faenza avrebbe il suo Neri, un promettente centrocampista del 1981 che sulla destra fa a pezzi Semprini, ma questa volta l’erba di casa è veramente più verde di quella del vicino e il Rimini riesce a centrare una qualificazione fin troppo sofferta.

Alessio Pranzetti