FAENZA - Recuperare i simboli e i miti della non violenza. Qualcuno ci ha pensato, soprattutto alla luce dei recenti episodi del G8, ma non solo: contro la violenza del lavoro minorile, quella negli stadi, sulle donne. Così a Faenza, grazie ad una partnership fra associazioni e realtà del luogo arrivano i leggendari Inti-Illimani, la cui avventura musicale, da canto di protesta contro il Cile di Pinochet degli anni ’70, è andata a costituire forse il più emblematico ed universale dei messaggi musicali di pace, praticamente inesauribile. Il concerto aprirà il 12 settembre alle ore 21 in piazza della Molinella la stagione di Duemila e Zero Watt, concorso per brani musicali e corti in video giunto alla seconda edizione, e sarà il felice preludio alla Festa del Volontariato in programma il 29 settembre. “Gli Inti-Illimani - ha affermato ieri alla conferenza di presentazione dell’evento Giordano Sangiorgi della Casa della Musica - saranno in Italia per sole cinque date e quella di Faenza è l’unica nella nostra regione”. Dal 20 luglio inoltre la loro discografia si è arricchita di una nuova perla, il cd Rosa de los viento + sinfonico inciso con l’orchestra classica dell’Università di Santiago del Cile (in vendita solo nei concerti). Un lavoro dunque non ancora pubblicato, che mostra la grande raffinatezza del gruppo, immutata, dopo oltre trent’anni da protagonisti sulle scene mondiali. In rilievo nell’album che sarà al centro del concerto una “rosa” di ariose composizioni orchestrali, con testi aggiunti solo in un secondo momento, concepiti in viaggio per il mondo, nelle camere di albergo, sui treni, sugli aerei, fotografando “l’arte della vita che scorre”. Una sequenza di esperienze “on the road” che il gruppo ha inserito nel repertorio a partire dal 1997 quando la fusione tra i diversi generi ha cominciato a raccogliere enormi successi nelle tournée in America Latina, negli Usa e poi in Italia (ultima apparizione a Villa Torlonia di Roma nel 1999). Inebrianti le contaminazioni fra sonorità latino-americane ed europee, oltre ai riferimenti alla canzone folcloristica e d’autore, ricche di spunti correlati al mondo della musica classica. Va detto che in 33 anni di carriera gli Inti-Illimani hanno inciso oltre cinquanta album, a partire dal primo del 1968 Voz para el camino. In Italia si sono rivelati con Viva Chile del 1973 e successivamente sono stati amati, apprezzati e idealizzati grazie a raccolte quali Cantos de pueblos andinos, La nueva cancion chilena e Chile resistencia. E proprio il Cile è rimasto nell’anima dell’ensemble guidato da Horacio Salinas. Tra i progetti paralleli dell’odierno percorso vi è infatti il tributo a Victor Jara grande artista cileno giustiziato da Pinochet, e imprescindibile punto di riferimento nelle opere del gruppo. Per informazioni: Romagna Prevendite e Casa della Musica tel. 0546/24647.
Francesco Donati