Articolo del 29/05/01

Rit, partono le iniziative

FAENZA - “Innovazione, competitività e territorio”. Con un convegno su queste tematiche in programma domani dalle ore 9.30 alle 12.30 in via Granarolo, 62 parte l’attività esterna del Parco Tecnologico “Rit-Romagna Innovazione Tecnologia”. L’appuntamento, da tempo atteso nella sfera romagnola dell’impresa è in sintonia con la creazione a Cesena di un’analoga esperienza denominata “Centuria”. Sia del Parco che del convegno hanno parlato ieri mattina il presidente Giorgio Gellini e il direttore di Rit, Pier Carlo Martinengo. Si tratta del “Parco” sorto in febbraio dall’unione consortile di trenta soci, sia pubblici (40%), che privati (60%), con un capitale iniziale di 350mila Euro (677milioni 694mila500 lire). La parte pubblica è rappresentata da Provincia e Camera di Commercio di Ravenna, dal comune di Faenza e dall’Associazione dei Comuni della Bassa Romagna; tra i privati spiccano due Istituti di Credito (Banca di Romagna e Credito Cooperativo), figurano imprese, in prevalenza dell’hinterland faentino, qualcuna ravennate, oltre alla Sacmi di Imola e all’olandese Zernike Group, gestore dei “Parchi” di Amsterdam e Groningen. “Il predominio di aziende faentine non significa che questo è il Parco della città di Faenza - ha precisato Martinengo – anzi, vogliamo aggregarne molte altre”. Lo scopo di Rit è di favorire la crescita delle imprese e la nuova imprenditorialità attraverso l’innovazione. Nel panorama economico imposto dall’Euromercato e dalla Globalizzazione, la sopravvivenza spesso dipende dalla capacità di trasformarsi adeguatamente, ma la piccola e media impresa fa fatica a sostenere i costi, perciò un vantaggio può derivare dalla compartecipazione a “Reti” di “Parchi” che, mentre da una parte consentono ai privati di mantenere il controllo delle proprie iniziative, dall’altra favoriscono il business, agevolando l’organizzazione aziendale, la commercializzazione dei prodotti, il reperimento dei capitali, le modalità di accesso alla ricerca e alla formazione. Sono funzioni di un Parco: Fornire servizi; supportare la creazione di società in spin-off e in start-up; sostenere le imprese nei progetti comunitari o nazionali; rapportarsi con le Università e gli enti di ricerca. La struttura si inserisce in un sistema mondiale che raggruppa oltre 200 “consorzi”, con circa 40mila imprese partecipanti in grado di esprimere un vastissimo repertorio di esperienze. “La capacità competitiva di un Paese – commenta Gellini - è connessa alla risposta che gli apparati periferici sono in grado di dare in termini di innovazione e di networking: questa è la nostra risposta”. Il convegno di domani - al quale parteciperanno fra gli altri il presidente regionale della Confindustria, Massimo Bucci e l’assessore alle attività produttive dell’Emilia-Romagna, Duccio Campagnoli - individua pertanto quali opportunità possono scaturire da una simile rete internazionale di Parchi e dai diversi governi coinvolti.

Francesco Donati