Articolo del 28/06/01

Faenza sarà presente alle Olimpiadi di Atene

Faenza – Olimpiadi in Grecia del 2004: Faenza sarà presente con le sue ceramiche. Ci sono ottimi auspici. Ma come ci si è arrivati è una storia che ha dell’incredibile. Tutto comincia il 26 maggio 1973, quando il cacciatorpediniere greco “Velos” attracca al porto di Fiumicino. Trenta uomini di equipaggio tra ufficiali e sottufficiali consegnano le armi e la nave. Chiedono asilo politico. Sono in fuga dal regime dei colonnelli di Papadopulos, che dura fin dal 1967. Una dittatura tollerata perfino dagli Usa, che costringerà l’ex presidente Bill Clinton, molti anni dopo, a chiedere scusa al popolo greco. Dimitri Joannidis comandante della polizia militare fascista si macchia di crimini e torture. Chi può scappa. Dei trenta profughi fa parte il sergente maggiore Giorgio Sarafianos, al quale il sindaco di Faenza, domenica scorsa, ha consegnato le chiavi della città. Cosa è successo dopo lo sbarco a Fiumicino? Chi è Giorgio Sarafianos? Lo abbiamo incontrato nei giorni scorsi all’hotel Vittoria, fra i componenti della delegazione greca di Amaroussion, la città della cintura di Atene gemellata con Faenza dal 1992. E’ con lui Giovanni Biffi, presidente dell’associazione gemellaggi del comune manfredo. Insieme stanno mettendo a punto un vasto programma di iniziative culturali, culminanti nel 2004, anno delle Olimpiadi di Atene. Ma andiamo per ordine. “Dopo l’ammutinamento – racconta Sarafianos – ho vissuto a Faenza per circa due anni. Ero appassionato di ceramica, il mio hobby: Amaroussion, la mia città, ha una forte tradizione e, in questo campo, è un po’ la Faenza della Grecia”. Come è arrivato da noi? “Sono venuto con mia moglie Matina Anastassiu, che era già in Italia perché frequentava l’Accademia di Belle Arti a Roma. Anche lei ha ottenuto lo status di profuga politica. Ci siamo sposati e ci venne a trovare l’onorevole Stefano Servadei, il quale ci indirizzò presso la sua amica Lia Melandri, insegnate dell’Istituto d’arte per la ceramica di Faenza”. Ha quindi frequentato il mondo faentino della ceramica? “E’ così. La professoressa Melandri mi presentò un suo allievo, col quale mi trovai subito bene: era Giovanni Biffi. Siamo diventati amici e ci ha ospitato spesso a casa sua. Il comune ci ha aiutato, pagandoci l’affitto. Vivevamo con il sussidio della Croce Rossa. Sono stati momenti difficili ma molto intensi” Quando è tornato in Grecia? “E’ successo nel 1974, con l’avvento della democrazia. Sono stato reintegrato nella Marina militare e decorato con la medaglia d’oro della Resistenza. Rimasi in contatto con gli amici faentini. E l’esperienza maturata in Romagna mi consentì di occuparmi di ceramica. Nei successivi incontri con Biffi, nacque l’idea del gemellaggio fra le nostre due città, entrambe con forte tradizione ceramica”. Oggi Sarafianos è consigliere di amministrazione della più importante società pubblico/privata che si occupa di gestione e promozione della ceramica in Grecia. La delegazione di Amaroussion guidata dal vicesindaco, Zicos, ha incontrato gli amministratori di Faenza e sono state gettate le basi per una mostra in Grecia nel 2002 e una a Faenza nel 2003. Inoltre, essendo Amaroussion coinvolta nelle Olimpiadi (vi si svolgeranno il 60% delle gare e detiene il 40% degli impianti) è allo studio per l’occasione una grande esposizione internazionale di ceramica, con la presenza di tutte le principali città a tradizione ceramica nel mondo. Una vetrina eccezionale.

Francesco Donati