Articolo del 27/09/01

Confcoop a gonfie vele

FAENZA - Il vento dello sviluppo continua a gonfiare le vele del sistema imprenditoriale (quasi 1.800 imprese con 38.000 addetti) che fa capo alla Confcooperative Emilia-Romagna. La conferma viene dal consuntivo 2000 presentato ieri dal presidente dell’organizzazione, Maurizio Gardini, ma anche dalle prime indicazioni relative all’andamento 2001, che indicano in evidente crescita il numero degli occupati e il fatturato, con saldi particolarmente positivi per le imprese del lavoro e dei servizi (in cui si prevede una crescita del 15%), dell’ortofrutta (che presenta un incremento medio del 14%) e del lattiero-caseario (che dovrebbe salire di oltre il 10%). Il consuntivo 2000 ha intanto confermato un trend di crescita che Gardini ha definito “particolarmente significativo”. In dodici mesi, il sistema delle 1.779 imprese (+ 3,9% rispetto al 1999) ha registrato una crescita dell’occupazione del 4,8% (un tasso ben al di sopra dell’incremento dell’occupazione in Emilia-Romagna, attestatosi all’1,7%), con la creazione di quasi 1.800 nuovi posti di lavoro; l’indice di crescita si è rivelato tra l’altro superiore alla già rilevante media riscontrata nel precedente quadriennio. Analogo forte aumento si registra sul versante del fatturato, salito a 23.885 miliardi, con un incremento del 5,3% (la media del quadriennio precedente era stata del 3,3% annuo). Sempre nel 2000 si è confermato in crescita anche l’andamento dei soci, saliti a 283.794 unità, con un aumento del 3,9% che fa seguito al + 3,7% con il quale si era chiuso il 1999. “I nostri programmi – ha detto Gardini – continuano ad essere orientati allo sviluppo dell’occupazione e alla nascita di nuove imprese, ma a sostegno di questa azione abbiamo bisogno di un risveglio di un governo regionale che sino ad oggi è apparso incapace di dar corpo a politiche di sviluppo, appesantito dalla burocrazia e di fatto chiuso a qualsiasi concertazione con la cooperazione”. A proposito dell’articolo 5 contenuto nel decreto di riforma del diritto societario, Gardini ha detto che “quello che sta uscendo dal Senato è un testo che non avremmo mai scritto; il suo impianto continua ad essere ostile alla cooperazione, ma non si può non rilevare che la sostanza è ben diversa da quella contenuta nella prima proposta e che – avendo eliminato l’attacco pregiudiziale che veniva rivolto alla cooperazione – si è aperta la possibilità di dar corso ad un dialogo più serio”. “Legacoop – ha proseguito Gardini – ha scelto una strada di scontro che non condividiamo, e il nostro obiettivo primario è quello di ricostruire un’azione congiunta delle centrali cooperative per concertare i passi che porteranno ai decreti applicativi, perché è lì che si misurerà la volontà del Governo di esercitare un’azione più o meno rispettosa della cooperazione”.