Articolo del 27/06/01

“Palazzo Laderchi deve essere rivalutato”

FAENZA - “La situazione in cui si trova Palazzo Laderchi è fuori d’ogni dubbio totalmente impropria alla sua vocazione precipua di palazzo storico”. Ad affermarlo sono gli esponenti di Italia Nostra della sezione faentina che hanno anche avanzato una prosposta per sistemarlo. Oltre venticinque anni or sono, ricorda Italia Nostra, Palazzo Laderchi ebbe quella destinazione culturale che permise un primo fondamentale intervento di restauro e divenne tra l’altro sede dell’Assessorato alla Cultura. Con il successivo trasferimento dell’Assessorato nel 1990, poi delle Associazioni culturali, è iniziato il progressivo degrado del Palazzo che è stato individuato, secondo le necessità del momento, per diverse, eterogenee e del tutto improprie destinazioni, a dimostrazione della mancanza di un progetto generale di corretta destinazione d’uso, anche in rapporto alla funzione e utilizzo di altri edifici ed ambienti di proprietà comunale. “A seguito del prossimo trasferimento dei Giudici di Pace ad altra sede e col mancato utilizzo degli ambienti un tempo occupati dall’Assessorato - prosegue italia Nostra - si può intravedere una concreta possibilità di riqualificazione dell’edificio secondo un progetto globale che preveda di considerare nuovamente la sua naturale destinazione culturale ed in specie museale. Trovandosi già nel piano nobile la sede della Società Torricelliana di Scienze e Lettere e relativo Museo, gli ambienti adiacenti la Galleria e quelli sul lato di via XX Settembre possono giustamente costituire la sede del progettato Museo del Risorgimento e Centro di Documentazione del ’900; tuttavia - sottolinea l’associazione culturale - gli spazi restanti su corso Garibaldi e gli ambienti dell’antico appartamento da scapolo del conte Achille Laderchi, che comprende il raro ambiente ellittico noto come Gabinetto di Astronomia, devono assolutamente, come peraltro tutti gli ambienti del piano nobile avere una destinazione unica”. Italia Nostra chiede pertanto con fermezza all’Amministrazione Comunale di assumere una posizione intransigente “di fronte alle solite richieste di accaparramento di spazi evitando quelle soluzioni estemporanee nel concedere ambienti a chicchessia che finiscono col contribuire al degrado del Palazzo e impediscono l’attuazione di un organico progetto di destinazione d’uso: questo lo meriterebbe un palazzo che è testimonianza tangibile di quel lontano passato in cui Faenza era, fuor d’ogni dubbio, città civilissima”.