Articolo del 26/06/01

Willer Giacomoni sulle orme del padre

FAENZA - Willer Giacomoni e la sua Fiamma sono ormai un binomio da record con cinque giostre del Niballo vinte negli ultimi cinque anni. Domenica per il cavaliere del Rione Rosso l’impresa è stata davvero ardua, ma alla fine l’ha spuntata e ora punta dritto a raggiungere il traguardo del padre, Mario, che vinse sei palii consecutivi in sella al mitico Selmonson. Prima che il Rosso iniziasse il suo giro di tornate, tutti erano convinti che avrebbe vinto senza problemi, ma Bianco e Nero hanno strappato due scudi a Giacomoni rimettendo tutto in discussione. A quel punto Willer non poteva sbagliare l’ultima sfida col Verde, altrimenti sarebbe stato spareggio col Bianco e il Nero, entrambi a quota 5 scudi. Ma la sua tecnica e soprattutto la sua esperienza hanno prevalso ancora e messer Giacomoni è giunto sul Niballo un attimo prima di Roberto Massimo, conquitando lo scudo decisivo. “E’ stato un palio incredibile - ha commentato Willer a fine gara - ad un certo punto ho pensato che ce l’avessero tutti con me, ma ce l’ho fatta anche stavolta, sono contentissimo. Questa è l’ennesima dimostrazione che il lavoro di squadra fatto in scuderia è l’arma vincente del Rione Rosso, ringrazio tutti e stavolta, permettetemelo, dedico questa vittoria soprattutto a Fiamma”. Ma il vero eroe del palio del 2001, dal punto di vista umano, è stato sicuramente Luca Ravagli del Rione Nero, giunto secondo e capace di lottare fino all’ultimo, nonostante avesse una mano infortunata. Ravagli ha corso con una speciale applicazione che pur consentendogli di tenere le briglie lo ha costretto ogni volta a gettare la lancia a terra dopo la sfida, per riuscire a fermare il cavallo. Sugli spalti ad ogni sua tornata il pubblico tratteneva il fiato e un lugno applauso finale ha sottolineato la sua prestazione maiuscola. “Mi sono spaventato nella tornata di prova - racconta Ravagli - perchè non sono riuscito subito a trovare l’impostazione giusta, ma poi è andato tutto bene, è stata una gara bellissima, con tanti colpi di scena, ed è proprio questo il fascino del Palio”. “Luca è davvero da ammirare - sottolinea la grande sorpresa del Palio, Fabio Massimo del Rione Bianco - è riuscito a dare il massimo anche in quelle condizioni, rischiando di farsi male. Per quanto mi riguada sono contentissimo, sapevamo di essere competitivi e così è stato. Ho avuto qualche problema nelle tornate a sinistra perchè il cavallo non rispondeva bene in curva, per questo ho sbagliato il primo bersaglio, un errore che alla fine si è rivelato decisivo. Peccato, comunque è stato una bellissima gara, ormai sono anni che siamo gli stessi cavalieri, ci sonosciamo bene, siamo tutti esperti e ogni volta lo spettacolo aumenta. Mi dispiace per mio fratello - conclude Fabio Massimo - che si è ritrovato senza cavallo il giorno del palio dopo aver lavorato sodo”. E in effetti per il Rione verde il 2001 è stato un anno davvero sfortunato chiusosi con un deludente ultimo posto al palio. “Spero di essermi tolto tutte le sfortune in una volta - scherza con rammarico Roberto Massimo - la delusione è tanta perchè finalmente ero riuscito a crescermi un cavallo col quale avevo trovato affiatamento e ora dovrò ricominciare tutto da capo, spero di ritrovare la forza per farlo”. Delusione anche al Rione Giallo, che si aspettava qualcosa di più del quarto posto. “Non è andata come doveva - afferma il caporione Gianfranco Zama - quest’anno avevamo la possibilità di fare un buon palio, avevamo lavorato bene, ma non abbiano raccolto i frutti”.

Sofia Ferranti