Articolo del 25/09/01

Sport in lutto per la morte di “Rumanì”

FAENZA - Lo sport è nuovamente in lutto. Romano Gaudenzi, “Rumanin” per tutti nel mondo sportivo, si è spento domenica pomeriggio quando la sua auto, a causa del fondo stradale bagnato, si è schiantata contro un albero dopo un terrificante testa-coda lungo quel tratto di strada fra Faenza e Marzeno (la Modiglianese) che egli percorreva tutti i giorni. Una morte sul colpo in una vettura che si attorciglia letteralmente ad un albero rendendo così necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per liberare dalle lamiere i resti ormai esamini del pilota che lascia nel più profondo dolore l’anziana madre e i tanti amici. Rumanì era una istituzione nel mondo dello sport ma era noto a Faenza anche per la sua lunga attività di funzionario di banca al Credito Romagnolo divenuta poi Rolo Banca. La pensione gli aveva concesso più tempo da dedicare allo sport e Romano Guadenzi sapeva sempre come utilizzarlo al meglio con una vitalità veramente incredibile. Era stato fra i fondatori del Club Faenza Rally ma si era dedicato soprattutto allo sport della bicicletta e, da allora, Romano Gaudenzi aveva pilotato per le strade d’Italia tanti direttori di corsa, tanti presidenti di giuria, qualche giornalista. Vent’anni e passa con Rumani al Giri delle Regioni, alla Coppa Placci, al Giro di Romagna, ai Giri d’Italia dilettanti, a tutte le edizioni del Giro delle Pesce nettarine e a decine e decine di altre corse organizzate nella sua Romagna. Aveva anche la passione per la caccia e al tempo stesso, non nascondeva la sua avversità vergo gli “sterminatori di selvaggina” e si rammaricava per i troppi impegni ai quali non riusciva a far fronte con la intensità che avrebbe desiderato. Tuttavia vivere fra i corridori era la cosa preferita. Domenica aveva visto il Gp motociclistico con gli amici del bar Lamone (poche centinaia di metri dall’abitazione di via Rosselli) e poi era partito per Marzeno dove aveva la sua seconda casa. La tragedia, poco dopo aver superato la chiesa di Rivalta: una spannata non corretta in tempo e lo schianto mortale che lascia sconvolti tanti amici e tutto il mondo sportivo.

Renato Cavina