Articolo del
25/09/01
La ceramica faentina in cinque metropoli giapponesi
FAENZA - La città di Faenza, significativo punto di riferimento europeo per la maiolica, sta affermando questa sua peculiarità con la partecipazione al progetto Italia in Giappone 2001, ideato per esaltare l’estro creativo italiano, manifestatosi nel corso dei secoli in vari settori artistici, e porgerlo all’attenzione del pubblico giapponese. Per evidenziare il talento italiano, accanto alla pittura, alla scultura, alla musica, al design, alla moda e a realizzazioni dell’industria, della scienza e della tecnologia, è stato riservato un importante ruolo pure alla ceramica. Grazie a questo progetto, che fu preceduto da Giappone in Italia 95/96, la città manfreda si presenta attraverso la mostra Maioliche dal Trecento al Seicento del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, organizzata su una selezione di 116 opere (95 intere e 21 frammenti) e articolata in varie sezioni che consentano un’agevole lettura della produzione artistica artigianale del periodo considerato. La rassegna itinerante sarà ospitata al Museo della Ceramica Orientale di Osaka (fino al 28 ottobre 2001), al Prefectural Ceramic Museum di Aichi (3 novembre-24 dicembre 2001), all’Uragami Museum di Hagi (3 gennaio-24 marzo 2002), al Metropolitan Teien Art Museum di Tokyo (4 aprile-23 giugno 2002) e al Ceramic Art Museum di Hibaraki (6 luglio-25 agosto 2002). La prima esposizione è stata inaugurata il 14 settembre scorso ad Osaka (città di 3 milioni di abitanti) dove sono previsti 30.000 visitatori. Sponsorizzata dal gruppo Nihon Keizai Shimbun, proprietario di una rete televisiva e di Nikkei, quotidiano più venduto in Giappone, la mostra, documentata in un pregevole catalogo, è stata preparata per vari mesi e la scelta dei pezzi effettuata in collaborazione con esperti nipponici. L’iniziativa ha debuttato ad Osaka perché nel castello di quella città, durante alcuni scavi, sono stati rinvenuti frammenti di ceramica che si pensava fossero di fattura italiana. In realtà sono probabilmente originari di Lione, anche se i ceramisti dovevano essere italiani, giacché lo stile si riferiva a manufatti di Montelupo e di Venezia. La rassegna, divisa in più sezioni, dà testimonianza delle origini islamiche dell’attività ceramica mediterranea e presenta la produzione arcaica italiana e quella rinascimentale ispirata alle creazioni medio-orientali. Essa insiste poi sulla maiolica faentina, dal XV al XVII secolo, presentando gli stili più noti, continua con la proposta di realizzazioni dei centri ceramici italiani più famosi e, sulla scia del Rinascimento italiano, di opere francesi, olandesi e fiamminghe collocabili dal XVI al XVII secolo. Italia in Giappone 2001 s’inserisce in una parabola di attività e di rapporti intrecciati già alla fine degli anni Sessanta fra Faenza e il Giappone, periodo in cui l’artista faentino Carlo Zauli fu ottimo artefice di un’amicizia che sfociò nel gemellaggio della città manfreda con la giapponese Toki. L’opera che suggella il gemellaggio è stata, del resto, creata da Zauli. Durante la conferenza stampa è stata pure illustrata la partecipazione del Mic dal 2 al 7 ottobre alla Fiera di Bologna, dove, ospite al Cersaie (Salone internazionale della ceramica per edilizia ed arredobagno), presenterà, in collaborazione con Assopiastrelle, la mostra L’arte ceramica ed il design industriale, incentrata su una traccia di Rolando Giovannini, preside dell’Istituto statale d’arte di Faenza, la scultura e il design prodotto da artisti di cultura e pratica ceramica. Saranno presenti lavori di artisti di grande rilievo quali Carlo Zauli, Nino Caruso, Pompeo Pianezzola, Antonio Mullo, Antonia Campi, Vieri Chini, Bianco Ghini, Enzo Mari, Alfonso Leoni, Lodovico Asirelli.