Articolo del 25/09/01

Il Faenza non punge e ora rischia di perdere Ricci

FAENZA - Le sue cavalcate sulla fascia destra e il suo spirito da grande guerriero indiano, non sono bastati al Faenza per conquistare un risultato positivo, ma contro il San Marino si è rivisto l’Antonio Cavina dei tempi migliori e questo è sicuramente un fatto incoraggiante. Il fluidificante biancazzurro è assolutamente fondamentale nel gioco della Regno-band: le sue progressioni e i suoi cross creano scompiglio nel cuore delle difese avversarie, ma non sempre i risultati sono quelli sperati. Purtroppo, anche domenica il Faenza si è rivelato troppo inconcludente sotto porta e così la terza sconfitta consecutiva è arrivata inesorabile e puntuale, sollecitata da un paio di clamorose disattenzioni difensive. “Non abbiamo giocato male - esordisce Cavina - ma il San Marino ha punito tutti i nostri errori e si è preso i tre punti. Dobbiamo migliorare, imparando ad essere più attenti, altrimenti per noi si mette davvero male”. Il problema è sempre lo stesso. Da una parte, il Faenza non ha subìto il gioco avversario, ma dall’altra non è riuscito ad essere sufficientemente incisivo. “E’ vero - conferma Cavina - in questo periodo non siamo per niente concreti. Costruiamo delle buone azioni, ma negli ultimi 15-20 metri ci perdiamo. Per uscire da questa situazione indubbiamente difficile, dobbiamo credere di più in noi stessi, ragionando di più e meglio”. Vincendo al “Bruno Neri”, il San Marino non ha rubato nulla, ma sull’esito del match hanno pesato molto alcune decisioni arbitrali, ad esempio la mancata espulsione del difensore centrale sammarinese Piccioni, che, già ammonito, ha commesso un altro fallo meritevole del cartellino giallo. “Piccioni andava cacciato - dice Cavina - e invece è stato inspiegabilmente graziato. In 11 contro 10 non so come sarebbe andata a finire”. Che i biancazzurri stiano attraversando un periodo assai poco fortunato, è fuori discussione. Già privo di Montipò, Floccari e Mordini, domenica il Faenza ha dovuto rinunciare anche a Francesco Ricci. Era il 6’ del primo tempo quando l’attaccante forlivese è caduto a terra e si è rialzato zoppicando. La gamba sinistra ha preso una brutta botta e purtroppo la prima diagnosi parla di sospetta lesione del menisco esterno e del crociato. Giovedì la risonanza magnetica, sperando in qualcosa di meno serio. Se la diagnosi iniziale venisse confermata, Ricci dovrebbe restare fermo dai 4 ai 6 mesi. Per rimanere in C2, al Faenza servono rinforzi? “No - assicura Cavina - secondo me la rosa è buona e può salvarsi anche così com’è. Naturalmente, bisogna migliorare: i giovani devono crescere, aiutati dai giocatori più esperti, che a loro volta devono dare di più”. Qual è la ricetta giusta per uscire dal tunnel? “Intensificare il lavoro, gli allenamenti e credere fortemente nella salvezza, tutti quanti e fino in fondo”. Insomma il Faenza non può pretendere di rimettersi in carreggiata senza passare attraverso un duro e intelligente lavoro settimanale. Domenica prossima al “Bruno Neri” arriverà il Gualdo, cioè una squadra molto forte sulla carta, che però sta stentando parecchio. Gli umbri erano partiti con i favori del pronostico dopo la faraonica campagna acquisti operata durante l’estate, ma qualcosa si è inceppato nei meccanismi. I manfredi dovranno essere bravi a capire che cosa non sta funzionando tra i biancorossi. Il Faenza dunque potrà risollevarsi oppure sprofondare. Al campo l’ardua sentenza.

Giovanni Morini