Faenza – “La dittatura comunista cinese” spacca la maggioranza in consiglio comunale. Chi l’avrebbe detto che proprio questo argomento “minimo” per la politica locale si sarebbe invece rivelato ostico alla compattezza del Centro sinistra, governante la città. E’ avvenuto nella seduta del 19 luglio: temporale estivo fuori, e bufera dentro l’aula, tant’è che si è discusso fino all’1.30 di notte. L’ordine del giorno presentato dal consigliere Bruno Console Camprini di Fi sulla condizione della libertà in Cina così recitava in premessa: “Presa in esame la situazione del mancato sviluppo della democrazia e della frequente offesa dei diritti umani nella Repubblica Popolare Cinese sotto la dittatura del partito comunista, a dodici anni dalla feroce ed assurda repressione della pacifica manifestazione degli studenti cinesi avvenuta il 4 giugno 1989 per ordine del Governo Cinese in Piazza Tien An Men …”. Ebbene in queste righe sta il passaggio “dittatura del partito comunista” che non è andato bene al gruppo di Rifondazione, cosicché la maggioranza si è spaccata. E’ la prima volta che succede. La maggioranza non ha aderito subito al testo presentato da Camprini ma ne ha ripreso i contenuti, e con un intervento del capogruppo Tanesini ha tolto il titolo “Omaggio ai giovani martiri cinesi di Piazza Tien An Men, vittime della feroce dittatura comunista”, aggiungendo inoltre due punti d’invito al Governo italiano a revisionare i rapporti economici con la Cina e a deplorare la scelta sulla sede delle Olimpiadi del 2008. Così revisionato il documento pareva dovesse essere approvato all’unanimità, fino al momento in cui Medardo Alpi di Rifondazione lanciava il suo dissenso all’approvazione. Camprini inveceabbandonava l’aula per protesta. Alla fine l’Ordine del giorno è stato approvato a maggioranza di voti. Favorevoli: Centro Sinistra per Faenza, consiglieri Bucci e Rovelli (La tua Faenza), Piolanti (Fi/Ccd), Fiorentini (Fi) e Tini (An). Contrari: consiglieri Alpi e Bertaccini (Rifondazione Comunista).
f.d.