
Faenza – Suonino le trombe e rullino i tamburi: questa sera al campo dei giochi, un solo cavallo e un solo cavaliere saranno incoronati. E’ il momento della giostra vera, è l’apice di uno spettacolo che ha prodromi ed epiloghi straordinari. Si comincia con la sfilata storica, a partire dalle ore 16, da piazza del Popolo, fino al Bruno Neri. Prima della sfida dunque l’occasione si fa ghiotta per vedere l’eleganza dei cavalieri nelle vie e nelle piazze; le bardature dei cavalli, gli splendidi costumi dei figuranti, frutto di ricerche, di orgogli e di passioni. Ciascun rione reca le proprie insegne e i propri gonfaloni. Il Rosso: un braccio armato di stocco con manica in argento; il Giallo: una torre con due ordini di merlature alla guelfa; il Nero: un pino nodrito e una tortabisante d’oro; il Verde: un monte di bianco a tre punte, sormontato da tre stelle d’oro; il Bianco: l’antico ponte romano d’azzurro, caricato di due torri merlate alla ghibellina”. Ad aprire la passeggiata storica è il Rosso, detentore del Palio negli ultimi quattro anni, seguito dagli altri rioni secondo l’ordine di arrivo dell’edizione precedente: Verde, Nero, Giallo e Bianco. Ciascuna formazione annovera il proprio cavaliere giostrante. I costumi del Rosso sono decorati con il motivo della “Pavona” e con l’aquila d’oro rampante, stemma della nobile casata degli Accarisi. Il Priore indossa una maglia composta da circa 40mila anelle di ferro intrecciate, pesante 40 Kg. Intriga la tradizionale “scena di caccia” composta quest’anno da due falconieri e da un arciere con levriero. Figura più in vista: la dama, madonna Milena Marchesi. Nel Verde spicca il gonfaloniere, scortato da due alabardieri, personaggio che ha l’onore di portare lo stendardo ricamato in oro con il simbolo del rione. Tre valletti recano le chiavi di Porta Montanara. La nobildonna che rappresenta l’antica famiglia Rondinini è interpretata da Roberta Bucci, che indossa un abito di taffettà impreziosito da ricami, secondo la moda del ‘400. Il Nero presenta la nuova sfilata suddivisa in “annuncio, simbolo, potere, istituzione, nobiltà rionale e potere militare”. Due palafrenieri tengono al morso i cavalli del caporione e della dama, Rossana Vignoli. Da segnalare il suo costume damascato, con lapislazzuli e rubini. Tra gli armati il castellano della guarnigione di Granarolo con ascia a quattro fendenti e i fanti con roncone italiano e spada. Il corteo del Giallo si caratterizza per il rinnovato splendore dei suoi costumi e l’imponenza delle armature. Apre il cavaliere giostrante, e seguono vari personaggi fra i quali: il gran maestro d’armi, il mastro d’artiglieria, il notaio, il dignitario. Un paggio precede il caporione e la dama, Mabel Manara, figura rappresentante la grazia e la bellezza delle donne del rione. Figurazioni tipiche sono quelle del Visconte della val d’Amone e dell’uomo d’arme a cavallo con armatura completa da guerra. Nel Bianco, il Priore capo della difesa della comunità, indossa una pesante cotta con elmo alla veneziana e reca una pesante scimitarra. Seguono i cancellieri delle porte borghigiane, i valletti portinsegna, il camerlengo, i paggetti, i balestrieri e archibugieri. Su tutti si eleva la bella dama, Elisa Malavolti che veste un abito di velluto blu, ornato di oltre 2500 perle a formare vari arabeschi. Preziosi anche i costumi del Capitano della rocca di Oriolo e quello dei fratelli sergenti dell’Ordine Giovannita di Rodi, armati di spada e picca.
Francesco Donati