Articolo del 24/05/01

Arriva la laurea in design

FAENZA - Una “facoltà universitaria” di Design, la si vuole creare a Faenza e ci sono buone probabilità di riuscita. E’ emerso ieri nell’ambito di una conferenza indetta per la presentazione della mostra “Insolitisospetti”, in programma dal 31 maggio al 10 giugno presso il Circolo degli Artisti, con la quale termina l’anno accademico 2000/2001 dell’Isia. Oltre ai contenuti della mostra, il direttore dell’Istituto, Germano Zanzani, ha illustrato una serie di opportunità che si profilano all’orizzonte della scuola, tese a connotarla quale una vera e propria facoltà universitaria, con il conferimento al termine di un quinquennio post maturità della laurea in design, e del titolo di designer, equipollente a quelli di architetto, ingegnere, avvocato. Altre novità riguardano poi la sede di palazzo Mazzolani, per il quale “finalmente” dovrebbe profilarsi il restauro. Per quanto riguarda la laurea in design, già a partire del 1999, in forza alla legge 508, l’Isia di Faenza è formalmente entrata nella giurisdizione universitaria. Un cambiamento che subirà ulteriori modifiche, con l’introduzione del ministero dell’Università al posto di quello della Pubblica istruzione. Le caratteristiche dovranno essere omogenee a livello europeo dove il design prevede la laurea. E il nostro Istituto superiore delle industrie artistiche, in tal senso ha davvero precorso i tempi. Già da una decina d’anni la scuola è infatti inserita nei programmi universitari europei, ed è di questi giorni la presentazione presso il ministero di un progetto che, se verrà accolto, porterà gli studenti ad ottenere una “laurea breve” (diploma di primo livello in industrial design) dopo un corso della durata di tre anni, e una laurea specialistica nel successivo biennio (secondo livello, designer). Sarà questa la figura più elevata che la disciplina potrà produrre nel continente. Il ministero dovrebbe esprimersi entro tre mesi: “A settembre – chiosa il direttore – saremo in grado di sapere se mettere in atto il nuovo ordinamento”. Per ciò che concerne la mostra interattiva con la città “Insolitisospetti” raccoglie le migliori creazioni degli studenti in questi ultimi anni: scooter, zaini, strumenti da taglio, elementi d’arredo, assolutamente originali, realizzati con materiali sperimentali e innovativi. “Esaminando la mostra – afferma Zanzani – si captano quali norme estetiche vadano scomparendo dal panorama del design e quali altri elementi di novità siano subentrati: si vanno assottigliando le distanze tra design e arte, che hanno trovato in questi anni un terreno comune nella sensibilità interiore degli autori”. In entrambe le branche, oggi non vi sono grandi tendenze, vi è piuttosto la coesistenza di precedenti aspetti diversi con contenuti attuali e personalizzati dai singoli. Si afferma dunque anche qui una logica del commercio, un interesse alle nuove tecnologie e l’attenzione verso settori finora restii, come la moda e suoi accessori. Anche l’Isia di Faenza, al pari degli altri tre istituti in Italia, merita una sede decorosa. Non lo è certo palazzo Mazzolani nelle condizioni in cui si trova. Lo stato di degrado è perlomeno vergognoso. Basti pensare che ad Urbino la scuola è ubicata nello splendido complesso di Santa Chiara, a Roma si erge dignitosa vicino al Pantheon, a Firenze si trova contigua all’Accademia delle belle arti. Ma qualcosa pare che si muova. L’edificio è di proprietà delle Opere Pie, con la quale sono in corso trattative, da almeno tre anni, da parte della Provincia e del Comune, enti preposti a disporre le strutture scolastiche. “La Provincia – dice Zanzani - sta assumendo la decisione di ristrutturare, ma ci dovrà essere prima un accordo con le Opere Pie, che tarda ad arrivare”. Certo è che l’orgoglio di possedere un simile istituto viene polverizzato dal contesto in cui lo si ospita. Perciò l’auspicio è che si provveda presto.

Francesco Donati