Articolo del 24/05/01

“Quel cedro plurisecolare poteva essere salvato”

FAENZA - L’abbattimento dello storico cedro del Libano di palazzo Milzetti ha suscitato a suo tempo molte critiche da parte del Wwf “faentino” (e non solo) in quanto, a detta di molti, l’albero plurisecolare poteva essere salvato. A riaprire la querelle è stata la Soprintendente ai Beni Artistici e Storici della regione, la dottoressa Jadranka Bentini, sottolineando, in un comunicato, che il fortunale del 26 dicembre 1999 (quello che aveva fatto cadere la storica quercia di S. Mamante) e il terremoto della primavera 2000, avevano resa la situazione del cedro di pericolosità per i cittadini, rendendo necessaria la “decisione peraltro sofferta” dell’abbattimento della pianta. Il Wwf ha reagito prontamente. “Le precisazioni fornite dalla Soprintendenza non fanno che confermare le nostre valutazioni precedenti. Anche se in passato sono stati fatti altri interventi - continua il Wwf nel suo documento - è del tutto evidente che è mancato proprio quello essenziale per garantire la stabilità della pianta, ovvero un efficiente ancoraggio con cavi di acciaio. E’ indubitabile che il vecchio cavo arrugginito spezzato dalla bufera di vento del 29 gennaio ’99 era completamente inadeguato. “Del tutto risibile - si legge ancora nel documento - è nascondersi dietro l’alibi del terremoto. E’ noto che i fenomeni sismici possono provocare danni alla vegetazione solo quando hanno carattere disastroso e questo non è stato, per fortuna, il caso di Faenza. Ammettendo pure che le scosse sismiche avessero provocato qualche peggioramento della situazione preesistente, questo dovrebbe essere attribuito solo alla carenza di prevenzione”. “I toni sprezzanti del comunicato - conclude il Wwf - insieme alla ridicola enfasi sul terremoto dimostrano la mancanza di argomenti validi da parte della Soprintendenza”. L’associazione ecologista è a disposizione del pubblico alla sede di via Laderchi 3 - tel. 0546/26490.

Renato Cavina