FAENZA - Le emergenze della “mucca pazza” e dell’afta epizootica saranno al centro dei lavori della 47ª Assemblea Generale dei Soci della Associazione Provinciale Allevatori di Ravenna, che si svolgerà stasera, alle 21, a Faenza nella sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo in via Laghi 81. Si parlerà anche di sicurezza alimentare, anagrafe del bestiame, rintracciabilità, etichettatura e qualità delle carni. E’ prevista la partecipazione dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Guido Tampieri, del Presidente dell’Associazione Regionale Allevatori Maurizio Garlappi, dei dirigenti e dei rappresentanti delle Organizzazioni Agricole Provinciali, del Servizio Veterinario dell’Ausl, della Provincia e degli Enti Pubblici. “Se nei mesi scorsi non si fossero manifestati i primi casi in Italia di Bse, e se successivamente non fosse ricomparso il terrore dell’Afta epizootica- sostiene il Presidente, Giuseppe Liverani - oggi saremmo qui ad analizzare con ben altro spirito i risultati dell’annata 2000, che nel complesso sono stati positivi per la zootecnia. Ma come si fa a stare tranquilli quando i principali comparti sono minacciati dall’afta e quando, se una vacca risulta positiva al test della Bse, il lavoro di anni può essere azzerato dalla sera alla mattina?”. Ci si aspettava una forte difesa del settore. Ma senza entrare nel merito dello stanziamento di 300 miliardi per il 2001, peraltro insufficienti - secondo Liverani - il danno maggiore è stato provocato dalla diffusione di notizie spesso contraddittorie, spiegazioni poco chiare che hanno finito per creare confusione, incertezza e allarmismo nei consumatori. Ed il mondo zootecnico-scientifico non solo non ha saputo dare risposte convincenti, ma si è trovato impreparato anche a rapportarsi con il mondo della comunicazione. Per contrastare il dilagare di messaggi negativi l’Associazione ha inviato messaggi rassicuranti e fatto conoscere ai consumatori la realtà della zootecnia ravennate che assai prima di “mucca pazza” ha scelto la strada della qualità. A Ravenna poi, contrariamente a quanto succede in molte province italiane, l’anagrafe bovina gestita dal Servizio Veterinario dell’Ausl e dalla stessa Associazione allevatori, con la collaborazione delle Organizzazioni Agricole, è a regime per cui è già in grado di garantire la rintracciabilità e realizzare l’etichettatura della carni subito, prima del termine fissato per il 2002. “La nostra zootecnia e quella romagnola - conclude Liverani - va quindi giustamente rivalutata e salvaguardata. Occorre però costruire un Progetto comune agli allevatori delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini in grado di garantire a ciascuno gli strumenti necessari a sostenere le produzioni di qualità”. Le attività e le nuove iniziative di assistenza tecnica quali il controllo della materie prime, finalizzate a sostenere queste produzioni e garantire il processo di sicurezza alimentare, saranno illustrate dal direttore della Associazione Allevatori Gian Marco Casadei. I lavori dell’Assemblea si chiuderanno con l’elezione degli Organi Sociali per il triennio 2001-2003.