
SAN MARINO: Fabbri 6, Madocci 5.5, Macerata 5.5, Crippa 5.5, Piccioni 5.5, Carelli 6, Maisto 6, De Giorgio 5.5 (13' st Rossi 5.5), Tedeschi 5.5 (20' st Direnzo n.g.), Leone 5.5, Lauria 6 (30' st Selva n.g.). A disp.: Pomini, Marchini, Suprani, De Battisti. All.: Azzali. FAENZA: Domanico 6.5, Cavina 6, Pomini 5.5, Mordini 6, Chiarini 6, Minardi 6, Neri 6.5, Errani 6.5, Floccari 6.5 (41' st Fontana n.g.), Nonis 6, Conficconi 6 (33' st Bandini n.g.). A disp.: Venturini, Mambelli, Lagorio, Lippi, Bianchedi. All.: Regno. ARBITRO: Padovan di Conegliano. RETI: 16' st Errani. AMMONITI: Crippa, Pomini, Madocci. NOTE: angoli: 4-1 per S.Marino. Spettatori 100 circa. SAN MARINO - Per capire come sia strano il calcio di agosto basta guardare le partite del San Marino. Nel giro di una sola settimana i titani sono passati dal buio alla luce contro il Rimini, hanno dato una lezione di calcio al quotato Cesena e poi, ieri sera, hanno ceduto di misura ad un Faenza sulla carta meno quotato (0-1). I manfredi, invece, prima di salire sul Titano hanno lasciato a casa i timori reverenziali e si sono adattati ai ritmi blandi della serata senza dimenticare però di pungere quando necessario e di portarsi via così una vittoria che non fa classifica ma molto morale. I primi a rendersi pericolosi in avanti sono proprio i manfredi. Al 10’ una punizione dalla sinistra di Pomini imbecca la testa di Cavina, con palla che termina a lato. Al 14’ capitan Minardi, però, sfiora l’autorete cercando di impedire l’intervento a Tedeschi, con Domanico pronto a deviare in corner il suo colpo di testa. Ancora biancazzurri in avanti al 17’ con Lauria che prova il tiro dal limite chiamando Domanico al secondo difficile intervento della serata. Il Faenza non ha le individualità del San Marino, ma fa della freschezza la sua arma migliore spingendo a turno sulla due fasce con Conficconi e Neri. Sono i biancazzurri di Azzali a fare ruotare di più la palla a centrocampo, con i due baby esterni De Giorgio (a sinistra) e Maisto (a destra) a chiudere verso il centro per dare manforte a Carelli e Leone. Proprio il fantasista titano al 35' si libera di tre avversari e mette palla al centro per Lauria, che invece di allargare calcia alto. A salvare il Faenza in molte occasioni è la tattica del fuorigioco, attuata molto bene, anche se pericolosamente, dalla squadra di Regno. Anche perchè lo spirito dei titani non è quello richiesto dalla partita. La ripresa comincia con un pasticcio della difesa manfreda: Cavina e Domanico non si intendono e sul retropassaggio corto Tedeschi si incunea ma spara a lato. La partita stenta a decollare e i ritmi rimangono quelli blandi, dal sapore molto estivo, che si erano visti nel primo tempo. Almeno fino al quarto d’ora, quando Madocci stende Floccari in piena area. Dal dischetto Errani manda la conclusione sul palo alla sinistra di Fabbri, ma sulla ribattuta la difesa titana si addormenta e in mischia lascia il tempo allo stesso centrocampista manfredo di piazzare la palla in fondo al sacco (16’). Lo schiaffo fa male al San Marino, ma i biancazzurri faticano a trovare varchi nelle maglie della difesa di Regno, sempre concentrata e attenta. Al 32’ è ancora il Faenza ad affondare nell’area sammarinese, con il tiro di Neri bloccato a terra da Fabbri. Buono lo scambio al 34’ fra Leone e il nuovo entrato Selva, che però opta per la conclusione invece di chiudere di nuovo il triangolo con il fantasista e il tiro è alle stelle. Ora i titani sono all'arrembaggio: la porta di Domanico è assediata ma il giovane e bravo portiere faentino al 35’ dice no alla botta da fuori di Madocci e poi amministra i numerosi ma sterili tentativi titani. La prima vittoria ufficiale della Regno-band è servita.
Giorgia Bertozzi