Faenza - “Documento programmatico per la realizzazione in palazzo Laderchi di un progetto museale di documentazione dedicato all’800 e ‘900”. Si tratta del Museo del Risorgimento e dell’età contemporanea delle cui prospettive di riapertura Il Corriere ha dato notizia nei giorni scorsi. L’intenzione dell’Amministrazione comunale di ridonare alla città la raccolta, è contenuta in un documento di quattro facciate, dove spiccano un’introduzione storica, i motivi del provvedimento, le modalità di esecuzione e le attuali prospettive. Tra i provvedimenti che si pensa di adottare, vi è “la ricognizione dei singoli pezzi ed eventuali interventi di restauro; l’inventario e la catalogazione scientifica e informatizzata; la ristrutturazione dei locali di palazzo Laderchi, dotandoli di impiantistica richiesta dalle norme di sicurezza e di tutela del patrimonio”. Per la schedatura scientifica si pensa di accedere ai fondi della legge regionale n.18/2000, inserendo il progetto nel piano museale 2001-2003. Saranno utili le conoscenze che le associazioni faentine potranno mettere a disposizione. Si prevedono vetrine, bacheche, pannelli didattici e supporti in linea con le più aggiornate realtà espositive. La struttura avrà valenza di “Centro di documentazione per la storia di Faenza”, dovrà essere collegata con la Biblioteca manfrediana e con la nascente rete dei musei. I finanziamenti da attivare sono di tipo provinciale e regionale, oltre a quelli destinati dal Comune. Adiacente ai locali individuati (dell’ex giudice di Pace) si trova la prestigiosa galleria affrescata dal Giani, che potrà essere adibita ad eventi culturali anche per il rinnovato museo. Già diverse persone hanno espresso il desiderio di donare cimeli a condizione che il materiale sia destinato alla pubblica fruizione.
f.d.