FAENZA - E adesso chi gliela toglie la maglia da titolare? Dopo aver segnato 3 pesantissimi gol in sole 5 partite, contribuendo in maniera assolutamente decisiva alla risalita del Faenza (per un punto i manfredi non si sono salvati), Francesco Ricci è diventato di diritto l’arma in più a disposizione di mister Regno. “Ma non so ancora se a Macerata giocherò - dice lui, frenando sul nascere ogni facile congettura - In attacco siamo al completo e dunque bisogna fare i conti con la concorrenza. Giusto così: scenderà in campo chi sta meglio e naturalmente io spero di essere tra questi”. Ricci, Sposito, Guarnieri, Villa: almeno uno di loro andrà in panchina. Per Regno sarà estremamente difficile scegliere, ma in ogni caso non si tratterà di scelte definitive e probabilmente nel corso del match si vedrà qualche staffetta. “Nel finale di campionato - continua Ricci - credo di essere andato abbastanza bene, ma mi rendo conto che anche gli altri compagni di reparto meritano di giocare. L'importante è farsi trovare pronti, dando il 100%, quando si è chiamati in causa, lasciando da parte gli egoismi, che comunque nella nostra squadra fortunatamente non sono mai esistiti”. Dal punto di vista tattico, nel Faenza non ci dovrebbero essere delle grosse sorprese. “Giocheremo con il solito 4-4-2, il modulo che meglio si adatta alle nostre caratteristiche e che tutto sommato ha dato frutti soddisfacenti, specialmente nelle ultime uscite”. La prima domenica di passione si avvicina rapidamente, ma in casa manfreda lo stato d’animo è di quelli che fanno davvero ben sperare. “Via il dente, via il dolore: non vediamo l’ora di giocarle, queste due partite. Sappiamo di meritare la salvezza, si tratta “solo” di compiere l’ultimo e decisivo sforzo per ottenerla”. L'ormai famosa questione dello spostamento di garauno dalle 16.30 alle 18 non preoccupa minimamente Ricci. “E’ chiaro che il minor caldo gioverà più a loro, che sono meno giovani e quindi meno freschi atleticamente, però non possiamo assolutamente attaccarci a queste cose. In altre parole, non ci devono essere alibi: dobbiamo dimostrare di essere superiori ai nostri avversari, punto e basta. Non importa se si gioca alle 6 del pomeriggio piuttosto che alle 4, alle 2, a mezzanotte o a mezzogiorno. Il Faenza deve salvarsi, e si salverà, perché è più forte della Maceratese, tutto il resto non conta”. Da oggi fino a sabato (quando partiranno alla volta di Macerata), i biancazzurri si alleneranno tutti i giorni, con singole sedute di lavoro. Le condizioni della squadra sono sempre buone e tutti i giocatori stanno recuperando la forma migliore. Anche guardando alla propria infermeria (e al giudice sportivo), per una volta il Faenza può sorridere. E’ già qualcosa.
Giovanni Morini