FAENZA: Marconato 7, Cavina 6 (23' st Fontana n.g.), Montipò 6.5, Antonellini 6, Chiarini 6.5, Minardi 6.5, Lanati 6 (27' st Ripaldi n.g.), Zaccanti 6, Ricci 5.5, Mauro Neri 5, Sposito 5.5 (35' st Bianchedi n.g.). A disp.: Brandi, Pomini, Bandini, Mambelli. All.: Regno. RIMINI: Bizzarri 6.5, Ferrari 6, Galli 7, Cipolli 6, Caverzan 7.5, Donadoni 6.5 (13' st Bucchi 6), Maurizio Neri 6.5, Pellegrini 6, Clementi 6.5 (44' st Tarallo n.g.), Consonni 7.5 (34' st Bordacconi n.g.), Favi 7. A disp.: Grilli, Gasperoni, Pacassoni, Anaclerio. All.: Maselli. ARBITRO: Mariuzzo di Venezia 5.5. RETE: 19' st Clementi. AMMONITI: Pellegrini, Antonellini, Donadoni, Chiarini, Lanati, Galli, Mauro Neri, Zaccanti. NOTE: bella giornata di sole, terreno in buone condizioni. Spettatori 1000 circa, con folta rappresentanza ospite. FAENZA - Faenza tranquillo, per quest'anno non ritroverai più Clementi sulla tua strada. Un colpo di testa del bomber biancorosso a metà ripresa ha lanciato per ora il Rimini da solo in vetta alla classifica e ha fatto precipitare nella disperazione un Faenza bello a metà. Sì, proprio quel Clementi che all'andata fece secco Marconato dopo 5 minuti per poi stare a digiuno per quattro mesi fino al gol recente contro il Castelnuovo. Insomma il derby di Faenza si è consumato tra tradizioni confermate, il Rimini non subisce un gol su azione in trasferta da 1072 minuti, e piacevoli novità, come quella di vedere il miglior Faenza anti Rimini degli ultimi anni. Nel primo tempo, se c'è stata una squadra che ha giocato a calcio, questa è stata senza dubbio il Faenza che può recriminare su un intervento dubbio di Donadoni ai danni di Ricci a un metro da Bizzarri (18') e su due occasioni mancate di un soffio da Sposito (5') con Bizzarri che si oppone e da Lanati (6'). Però la squadra di Regno in fatto di occasioni si ferma qui, a parte un colpo di testa di Chiarini nella ripresa, per il resto si fa ammirare in corsa e determinazione, esibendo un centrocampo tutto sostanza con Antonellini e Lanati sugli scudi. Il Rimini invece sembra stralunato, visto che corre a vuoto, non offende mai. L'unico che prova a far qualcosa è Galli sulla sinistra, autore di una decina di cross, preda tutti delle contraerei che rispondono al nome di Minardi e Zaccanti. Così bisogna aspettare il 47' per vedere il primo pericolo biancorosso. Punizione di Consonni al bacio, la sfera sfiora la traversa con Marconato battuto. Si va all'intervallo con il Faenza nettamente in vantaggio ai punti, ma il calcio non è la boxe e soprattutto non premia mai le piccole squadre che mettono paura alle grandi inutilmente. Sono le ore 17, il primo a uscire dagli spogliatoi è Caverzan, via via tutti gli altri biancorossi, dei manfredi nessuna traccia. E già questo è un brutto segno per il Faenza, perché si vede che il Rimini adesso ha voglia di fare il diavolo a quattro. Dalle gradinate si alza alto il grido "forza Rimini" e sull'onda del calore dei loro tifosi, Neri e compagni schiacciano il Faenza. Pellegrini cattura molti palloni, Favi restituisce a Lanati tutta la polvere ingoiata nel primo tempo, mentre dei manfredi non c'è traccia. Nè davanti, nè in mezzo, l'unico reparto a tenere è la difesa. Neppure un maldestro rigore di Neri al 51' (fallo di Zaccanti su Cipolli) piega Marconato che devia con i piedi, anche se l'inerzia è tutta del Rimini. La squadra di Maselli sembra un boa, lentamente stritola il Faenza finchè se lo mangia al 64'. Rovesciata di Favi, Neri controlla in mezzo all'area, tira, prende il palo, la palla si impenna e Clementi di testa insacca. Il Bruno Neri si trasforma nel Romeo Neri, non succede più nulla fino al termine, ma al Rimini va bene così, al Faenza chiaramente no. In riva all'Adriatico si vede la C1, in riva al Lamone si vedono i play-out.
Alessio Pranzetti