MESTRE - Carlo Regno a fine partita sfoggia il sorriso delle grandi occasioni, ha voglia di scherzare e non può essere diversamente. La sua truppa di giovani volonterosi è tornata da Mestre con un pareggio ovvero l’unico risultato che il Faenza potesse chiedere contro un avversario che, almeno sulla carta, contava nomi ben più illustri di quelli del suo undici. “I miei ragazzi hanno interpretato la gara come avevo chiesto loro, abbiamo cercato di contenere le manovre del Mestre agendo di rimessa - ha detto il tecnico faentino - e alla fine ci siamo riusciti anche grazie all’ottima prova di Domanico che è stato sicuramente decisivo in un paio di interventi compreso quello del rigore, dove parando il rigore di Polesel ha rimediato al suo precedente errore. Nel finale ci siamo complicati la vita con l’espulsione di Conficconi ma fortunatamente la sua uscita non ha inciso sul risultato. Questo è un punto che ci dà fiducia e ci permette di lavorare serenamente in questa settimana che precede la sfida con il Rimini”. Il problema principale della sua squadra resta quello del gol. “Intanto pensiamo a non prenderne e poi speriamo che questa nostra sterilità finisca anche perché se non ci danno rigori qui si fa triste - scherza Regno che con i suoi ha segnato solo due gol dal dischetto - oggi (ieri, ndr) potevamo sfruttare meglio un paio di contropiede. Peccato, continueremo ad impegnarci convinti che presto anche questo nostro limite possa essere migliorato”. Il punto conquistato a Mestre va in classifica al Faenza ma è gran parte merito di Domanico che è logicamente soddisfatto della sua prova. “Sono contento che anche grazie a me oggi (ieri, ndr) si possa aver conquistato questo pareggio - ha detto il protagonista del match - il Mestre è sicuramente una squadra molto ostica e questo punto fa morale. Regno ha detto che parando il rigore ho rimediato ad un mio errore? Ci sta, purtroppo sul tiro di Scantamburlo avevo davanti tante gambe, non ho visto partire la sfera e così mi è sfuggita, l’importante comunque è che alla fine non mi abbiano segnato”. In gare come questa dove c’è da lottare con la sua vecchia maglia del Mestre ha dato sempre il meglio di sè e così è successo anche contro il Mestre, nel suo ex stadio ma con addosso la casacca faentina. Andrea Bompan giudica così questo pareggio sofferto ma strappato con le unghie e con i denti. “E’ stata dura, il punto va molto bene però c’è ancora parecchio da lavorare per diventare più pericolosi in fase offensiva, intanto questo punto ci dà fiducia per il futuro”.
p.l