Articolo del 22/08/01

I banchetti di Martina

BRISIGHELLA – Sono proprio finiti i tempi in cui le volpi si avvicinavano furtive ai pollai di campagna e, nottetempo, facevano scorpacciate di galline. Adesso ci manca poco che bussino alla porta di casa e con il menù in mano comincino ad ordinare ciò che più le aggrada per la cena: prosciutto e melone, tagliatelle al ragù di lepre, orecchioni burro e salvia. Sono questi i piatti preferiti da “Martina”, il bell’esemplare di volpe selvatica che per nulla intimorita prende il cibo dalle mani dei bambini. E’ diventata l’attrazione del ristorante “Croce Daniele” sulla vetta di Monteromano. Ogni sera è una folla di curiosi. “L’attendono fin dalle sette” spiega il signor Luciano che ha saputo accattivarsi la simpatia del quadrupede e che ora con questa scusa sta incrementando gli affari del suo ristorante. “E’ difficile che manchi all’appuntamento – aggiunge – addirittura riesce a fare cinque o sei viaggi alla volta, dall’imbrunire fino a quando non fa notte”. Per i bambini è davvero una visione entusiasmante, ma anche gli adulti ne restano allibiti. Non si era mai visto, almeno dalle nostre parti che un animale come la volpe, diffidente per natura, si spingesse fino a tanto. Ma come è successo la prima volta? “E’ stato qualche settimana fa - racconta il ristoratore – abbiamo sentito il cane abbaiare e ci siamo accorti che probabilmente c’era qualche animale nei dintorni, abbiamo guardato, e l’abbiamo vista tra i cespugli. Il giorno dopo è tornata, così abbiamo chiuso il cane e abbiamo messo del cibo. Ci siamo allontanati e di nascosto abbiamo visto che gradiva”. Successivamente si è avvicinata fin sulla soglia del locale e, incredibile, ha cominciato a prendere il cibo dalle mani. Sono stati i bambini a battezzarla “Martina” e ogni sera è un comitato di ricevimento. I ragazzi tirano per la sottana le mamme: “Non è ancora arrivata? Ma quando arriva? Pensi che venga stasera?” Poi tutto ad un tratto: “Eccola eccola”. Martina è dietro il cespuglio. E’ elegantissima nella sua livrea rosso fulvo. Si liscia i baffi. Avanza con portamento da modella. D’altronde è una cena di gala. Piano piano per non spaventarla ci si schiera alle finestre, dietro gli alberi, dietro le auto parcheggiate. Ma lei ormai non ha più alcun timore, e ultimamente la si può aspettare anche in piena vista, tutti quanti insieme. L’odore del prosciutto, come antipasto, la fa impazzire. Prende la fetta con delicatezza, arretra qualche metro, l’appoggia e passa al primo. In breve fa un mucchietto di cibo poco distante, per quanto riesce a portare in bocca. Poi sparisce. Pare che faccia provviste. Infatti poco dopo è capace di ritornare. Probabilmente ha dimenticato qualcosa. “Le prime volte - continua il signor Luciano – aveva le mammelle gonfie, così abbiamo pensato che avesse i piccoli da sfamare”. Se davvero le cose stanno così, forse tra poco si vedrà tutta la famigliola in fila per il rancio. Vedremo. Quel che è certo è che finora Martina non ha mai saltato una sera. Ci mancherebbe: meglio le tagliatelle alla lepre, che le galline crude piene di penne.

Francesco Donati