Articolo del 22/06/01

I “gabinetti” finiscono in Comune: “Troppa puzza”

FAENZA - Il decoro di una città si misura anche con la pulizia dei suoi bagni pubblici. A Faenza li chiamano i “gabinetti” e sono talmente famosi che, oltre ai bisogni fisiologici, servono anche per dare informazioni. Al turista si dice spesso: “arrivato ai gabinetti, prosegua alcuni metri e si troverà in piazza”. Tra i faentini si sprecano le citazioni: “stasera ci troviamo di fianco ai gabinetti”; “il pub sopra i gabinetti”, “il parcheggio dei gabinetti”, “l’edicola oltre i gabinetti”. Fino a poco tempo fa c’era “la bancarella sopra i gabinetti che vendeva a prezzi stracciati”. Perfino la scultura di Ivo Sassi, che si trova nei pressi, è presto diventato il “monumento dei gabinetti”, ed è un paradosso, perché l’opera si vede subito, mentre i gabinetti bisogna sapere che ci sono. Insomma “i gabinetti” paiono davvero “il monumento” più riconosciuto e riconoscibile di Faenza, tanto sono entrati nel parlare comune. Sarebbero un vanto, se non fosse per lo stato di abbandono in cui versano. La puzza regna sovrana e il tema “gabinetti” è finito in consiglio comunale. Ci ha pensato il consigliere di An Francesco Villa, che in un’interpellanza al sindaco chiede provvedimenti. Li ritiene “non più frequentabili per gli odori nauseanti e lo stato di sporcizia”.

f.d.