Faenza - Non rispetta il semaforo, investe a tutta velocità un giovane scooterista e poi si dà alla fuga. Nella collisione però lascia sul posto la targa dell’auto e probabilmente quando si accorge di poter essere facilmente identificato, torna sui suoi passi e si costituisce nella nottata al commissariato di polizia. E’ successo ieri, intorno alla mezzanotte e trenta, al tristemente famoso incrocio dei Cappuccini. Andrea Lombardi, questo è il nome del diciannovenne scooterista, che fortunatamente se la caverà, è fermo al semaforo lato Forlì. Torna dal lavoro da un ristorante di Borgo Tuliero ed è ormai arrivato a casa, in via Canal Grande, dove si accinge a svoltare. Accanto a lui ha una Fiat Regata con padre, madre e due figli a bordo, che assistono alla scena. Quando scatta il verde Andrea Lombardi è il primo ad impegnare l’incrocio, ma dalla direzione opposta arriva un’auto pirata che lo centra in pieno. L’urto è violentissimo. Lo scooter viene proiettato contro la Regata, che proprio in quel momento sta partendo dal semaforo. Poi, mentre il mezzo a due ruote sbalza sul ciglio opposto della strada, il conducente finisce sull’asfalto. L’auto investitrice prosegue invece la sua corsa verso Forlì. Anziché fermarsi, secondo i testimoni, accelera, omettendo il soccorso. In quel momento all’incrocio ci sono altre persone, ma nessuno ha la prontezza di rilevare il numero di targa. Scatta l’allarme. Immediatamente arriva l’ambulanza. Il ferito è immobile, ma lucido. Accusa traumi addominali. E chiede di avvisare la madre, che arriva spaventatissima pochi istanti dopo. Arriva anche la Polizia che compie i primi rilievi. L’ambulanza riparte, lasciando scoperta sulla strada la targa anteriore dell’auto pirata, persa nello scontro, e che fino allora era rimasta celata sotto una ruota del mezzo di soccorso. Qualcuno la raccoglie e la consegna alle forze dell’ordine, che diramano i dati via radio. Il “fuggiasco” avrebbe davvero le ore contate, sennonché poco dopo è lui stesso a costituirsi. L’incidente mette ancora una volta in luce la pericolosità dell’incrocio dei Cappuccini, nonostante vi sia l’impianto semaforico non stop. Due miliardi nel 2002 e altrettanti nel 2003, è quanto la Giunta è riuscita a mettere nel Piano degli investimenti, per garantirne la sicurezza.
Francesco Donati