Articolo del 21/10/01

Roulottes per extracee

FAENZA - “E’ una sistemazione provvisoria e sperimentale per extracomunitari regolari che dormivano sotto i ponti e nei parchi”. Così l’assessore alle politiche sociali Elio Ferri fa chiarezza sulle “misteriose roulottes” sistemate in un cortile di proprietà comunale in via Pana. Roulottes che avevano destato più di un sospetto, visti i continui movimenti, soprattutto nelle ore serali, di persone sconosciute. Al punto che, ben due preoccupate interpellanze sull’argomento di Gilberto Bucci (La tua Faenza) e Gianfranco Fiorentini (Fi) erano state rivolte nei giorni scorsi all’Amministrazione. “Il comune – continua Ferri ha recepito un invito di Mani Tese che, in collaborazione con il centro servizi della Caritas, ha chiesto la disponibilità ad installare nell’area otto roulottes per far fronte a situazioni di vera emergenza e a volte perfino incivili”. Succedeva infatti che alcuni extracee, con regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro erano stati trovati a dormire all’addiaccio in modo barbaro, per mancanza di alloggi e impossibilità a reperirli. Regolare comunicazione della presenza dei lavoratori nel “camping” è stata data alle forze dell’ordine. Un blitz effettuato all’alba di alcuni giorni fa ha accertato la dimora nelle roulottes di quattro persone. L’attuale disponibilità del camping sarebbe complessivamente di otto posti letto. “Il controllo, eseguito dalla polizia municipale e dai Carabinieri – sostiene Ferri – ha confermato l’attività lavorativa dei presenti e la loro regolare posizione con le norme del soggiorno in Italia”. Attualmente è in fase di perfezionamento un contratto di comodato con Mani Tese per l’utilizzazione del terreno che “fra l’altro – aggiunge l’assessore – rischiava di essere occupato abusivamente da cittadini faentini. Contestualmente - prosegue - stiamo stingendo contatti con le aziende che occupano questi lavoratori, affinché anche loro si impegnino a trovare soluzioni abitative più dignitose”. A spese di Mani Tese è stato installato nel camping un bagno chimico a servizio degli ospiti e il Comune ha provveduto alla realizzazione di un apposito pozzetto. Il costo del posto letto richiesto agli extracomunitari “non è di competenza del comune - conclude Ferri – ma deciso dalle associazioni umanitarie coinvolte”. In sostanza si tratta dell’avvio di un’attività di accoglienza che non può essere definitiva, preferibile comunque a soluzioni indegne per persone che con il loro lavoro risolvono i problemi di tante aziende, che sempre più spesso richiedono personale straniero. Si tratta per lo più di attività particolari che gli italiani non vogliono più svolgere, pertanto anche l’economia produttiva verrebbe a risentirne qualora mancasse tale forza lavoro. “Le finalità dichiarate dall’assessore Ferri sono più che meritevoli di sostegno - ha commentato Gianfranco Fiorentini – ma come al solito non sono stati informati né il consiglio comunale, né il quartiere e tanto meno la parrocchia di San Silvestro”.

Francesco Donati