FAENZA – In un’interpellanza rivolta al Sindaco Casadio e all’Assessore Cipriani, il Capogruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio Comunale, Gregorio Tini, chiede spiegazioni sull’installazione delle nuove antenne per la telefonia mobile. “La giungla delle antenne – scrive Tini – rischia di diventare davvero intricata, una selva nella quale vale il motto “gli affari sono affari”. Nei giorni scorsi, ho partecipato al Consiglio del Quartiere Borgo, dove al primo punto all’ordine del giorno c’era la questione dell’inquinamento elettromagnetico in relazione all’installazione di un’antenna per telefonia in via Case Nuove. La sala era gremita, perché i cittadini di via Bertolani e dintorni recentemente hanno saputo che quella in cui vivono rientra tra le aree di ricerca proposte per il Piano 2001 dell’Omnitel. L’Omnitel avrà certamente cominciato a trattare con i privati e soprattutto con l’I.A.C.P. di Ravenna, offrendo denaro per ottenere il permesso di installazione e di qui è partito il giustificato allarmismo, che ha portato alla raccolta di oltre 160 firme di protesta”. “Per la richiesta di installazioni di antenna per la telefonia mobile – continua Tini – il Comune di Faenza informa che allo Sportello Unico per le attività produttive sono stati presentati i programmi annuali delle installazioni fisse da parte di Omnitel, H3g, Blu-Nokia, Tim e Ericson, Wind. Tali programmi resteranno depositati presso lo Sportello Unico (Spum), per la consultazione e per l’eventuale acquisizione della documentazione da parte di tutti gli interessati, fino al prossimo 22 giugno. Poiché credo che il Comune non abbia dato sufficiente pubblicità a questa cosa ed essendo l’argomento di grande interesse per la salute collettiva, propongo di rimediare subito alla disinformazione e di posticipare la data del 22 giungo come termine per l’accoglimento delle osservazioni”. In un’altra interpellanza, diretta al Sindaco e all’Assessore Valenti, Tini se la prende con l’amministrazione comunale a proposito del pagamento della tassa sui rifiuti. “I faentini – afferma l’esponente di An – si sono visti arrivare l’avviso di pagamento dalla Sorit quasi alla vigilia della scadenza. Chi non si è servito della posta o delle banche ed è andato direttamente alla Sorit, si è trovato invischiato in una fila allucinante, essendoci nell’ufficio un unico sportello ed un solo impiegato. Oltre a questi disagi, per alcuni c’è stata l’amara sorpresa di dover pagare il 36% di imposta in più”.
g.m.