Articolo del 21/06/01

Dinamo seconda, troppo forte la Lazio

FAENZA - Non è riuscita alla Dinamo la grande impresa di diventare campionessa italiana di calcio a cinque femminile. Nel quadrangolare giocato al PalaCattani (con la oresenza di circa 200 spettatori a serata), le manfrede hanno battuto la Matuziana Imperia (5-3 ai supplementari, con tripletta della giocatrice-allenatrice Sabrina Cavina). Nella finalissima che valeva lo scudetto si sono però arrese ad una Lazio assolutamente incontenibile e devastante (il risultato finale di 10-1, dopo un primo tempo terminato 4-0, è di quelli che si commentano da soli). Le romane, che in semifinale avevano sconfitto il Real Taranto per 4-2 (le pugliesi si poi sono classificate al terzo posto, dopo aver battuto, nella finalina di consolazione, Imperia per 3-2), si sono rivelate davvero troppo forti. “Siamo vice-campioni d’Italia - commenta il dirigente responsabile della Dinamo, Romano Sbarzaglia - e dunque non possiamo che essere soddisfatti. Quando arrivi in finale speri sempre nel colpo grosso, ma obiettivamente la Lazio era proprio di un altro pianeta. In tanti anni non mi era mai capitato di vedere una squadra giocare così bene, praticamente senza sbagliare nulla”. I supplementari con Imperia hanno inevitabilmente pesato sul rendimento delle giocatrici faentine nella gara decisiva. “Le nostre ragazze erano sicuramente molto più stanche di quelle della Lazio, ma non abbiamo certo perso per questo”. Il secondo posto è il miglior risultato di sempre ottenuto dalla Dinamo. “Per due volte eravamo arrivati terzi, ma mai secondi. Credo che tutto lo staff meriti un grosso applauso”. La rosa della Dinamo era formata da Valeria Balboni, Emanuela Babini, Sabrina Cavina, Angela Coda, Monica Dragoni, Alessandra Gabrielli, Eleonora Galdiolo, Marika Graziani, Valentina Linguerri e Simona Maglio. Adesso in casa Dinamo tutti si prenderanno un po’ di riposo. Solo più avanti si comincerà a parlare del futuro. “C’è bisogno di una pausa - conclude Sbarzaglia - soprattutto mentale. Ma inizieremo a muoverci presto”.

Giovanni Morini