Articolo del 21/04/01

I guardiani della porta accanto

FAENZA - Recuperarono le reti i pescatori. Per un portiere non è mai troppo simpatico doversi confrontare con il miglior attacco del campionato. Il Rimini e i suoi 38 gol in 30 partite, però, non spaventano più di tanto la saracinesca del Faenza, Massimo Marconato. “Naturalmente - dichiara il numero 1 biancazzurro - il Rimini va rispettato, perché è senza dubbio una grandissima squadra, però noi non dobbiamo sentirci come delle vittime sacrificali. E in campo daremo battaglia”. Nelle ultime due giornate, la Regno-band ha portato a casa un solo punto e adesso la salvezza è un po’ più lontana. I buoni propositi e la fiducia, tuttavia, non sono affatto svaniti. “Purtroppo, nelle ultime partite abbiamo commesso qualche errore di troppo e gli avversari ne hanno puntualmente approfittato. Però siamo ancora vivi, anzi vivissimi e l’abbiamo dimostrato. Un Faenza che reagisce è un Faenza in salute e infatti a Russi la nostra impennata d’orgoglio è stata davvero splendida. In altre circostanze, non saremmo certo riusciti a recuperare”. Lasciando da parte il recente passato e venendo al futuro, qual è il giocatore riminese più temuto? “Direi tutti. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di una signora squadra, esperta, ben dotata tecnicamente e fortissima fisicamente. Chiunque può piazzare il colpo vincente e quindi non ha molto senso temere qualcuno in particolare. Al contrario, bisogna avere un occhio di riguardo per tutti. All’andata, siamo stati puniti da Epifani e Clementi, questa volta i pericoli maggiori potrebbero venire da qualcun altro”. Il Rimini è in netta risalita. “Ha avuto un periodo di leggera crisi, ma si è ripreso alla grande. Adesso sta bene e marcia spedito verso la C1. Speriamo che contro di noi si prenda una pausa e che trovi contro altre squadre (ad esempio, contro il Viareggio, che è una diretta concorrente del Faenza nella lotta per la salvezza, ndr) i punti-promozione”. Per l’ennesima volta il Faenza scenderà in campo con una formazione largamente rimaneggiata. “Questo è un dato di fatto - precisa Marconato - ma non deve in alcun modo costituire un alibi o una scusante. Dobbiamo essere più forti dei problemi e della sfortuna, dimostrando di meritare la salvezza”. Regno, che sarà costretto a reinventarsi il centrocampo, potrebbe dar spazio a un nuovo giovane della Berretti oppure affidarsi ad un’unica punta, avanzando Cavina. La decisione verrà presa in extremis. Concludendo, un punto per uno non fa male a nessuno? “Per quanto ci riguarda - dice Marconato - un pareggio contro la prima della classe non sarebbe certo da disprezzare. Però, proveremo a vincere, perché la classifica ce lo chiede. Sarà fondamentale affrontare la gara senza avere troppa paura degli avversari”. RIMINI - Un principio di assideramento tra un pallone rosso, una neve copiosa e un sonante 3-0. E’ il ritratto dell’ultimo Marco Bizzarri anti Faenza, quando l’anno scorso al Bruno Neri il Rimini travolse i biancazzurri, con il gelo che era diventato l’insidia maggiore per Bizzarri, visto che l’attacco manfredo latitava. “Fui costretto a indossare un marsupio - dice il portiere - perché ebbi un principio di assideramento. Mi fregò l’intervallo quando mi misi vicino al termosifone per riscaldarmi. In poche parole pagai più del dovuto lo sbalzo termico tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo”. Ricordo che è tornato di moda proprio una settimana fa, a Chieti. “Sì, sabato scorso i miei compagni di squadra mi hanno detto: ‘Va a finire Marco che succede come a Faenza’. Comunque l’anno scorso andò a meraviglia, speriamo che domani il risultato sia lo stesso”. “Dai, dai che ce la facciamo” è il motto di Bizzarri degli ultimi due mesi. Una spinta verbale e psicologica quella del portierone romagnolo che sta portando bene. “Sono sempre stato fiducioso, figuriamoci adesso che siamo al comando anche se con una partita in più rispetto al Lanciano. La squadra è carica, sta arrivando all’ultima giornata sempre più convinta che può centrare la C1, non come l’anno scorso quando in questo periodo era molle”. Il gioco del Faenza di Regno lo conoscono ormai anche i muri, per la serie che domani i biancorossi non si troveranno di fronte troppe alchimie tattiche. I manfredi fanno un buon pressing a centrocampo e amano praticare il fuorigioco, ragion per cui la difesa spesso sta alta. “Le ripartenze potrebbero essere l’arma giusta per infilare la difesa del Faenza - continua Bizzarri - Stiamo attraversando un ottimo momento di forma e sappiamo benissimo che anche il Faenza è in salute. La formazione di Regno non ci regalerà niente, visto che lotta sia per evitare l’ultimo posto che per uscire dai play-out. Una cosa è sicura: domani una delle due squadre uscirà scontenta dalla partita, speriamo che sia il Faenza ad essere arrabbiato”. Un’altra arma che il Rimini dovrà sfoderare sarà quella della maggiore esperienza. La squadra di Regno ha un’età media di poco superiore ai vent’anni, specialmente in difesa, mentre Neri e compagni vantano numerosi campionati alle spalle. “L’esperienza è importante, ma domani dovremo soprattutto correre”. Da una parte mancheranno Epifani e Ballanti, dall’altra Guarnieri, Villa, Mordini ed Errani. Chi sta peggio? “Dico solo che le nostre due assenze sono importanti, ma la rosa è talmente ampia che chi li sostituirà disputerà sicuramente una grossa gara”. Che tipo di Rimini ci vorrà? “Quello degli ultimi due mesi, concentrato, determinato e consapevole che può arrivare davanti a tutti tra meno di un mese”. Giovanni Morini Alessio Pranzetti