Articolo del 20/10/01

Sanità: opposizioni scatenate

Faenza – Sul declassamento dell’Ospedale degli Infermi sono intervenuti ieri i gruppi consiliari d’opposizione Fi/Ccd e “La tua Faenza”. E’ stata annunciata la presentazione di una mozione per fare chiarezza sul progetto “Area Vasta Romagna”. E un duro attacco è stato portato “per il collocamento in classe B” della struttura faentina. “O la nostra amministrazione – ha detto Umberto Montefiori – non sa cosa significa la classe B, oppure lo sa, ma non lo vuole dire, perché i faentini si potrebbero molto arrabbiare”. Sull’argomento si è soffermato Daniele Piolanti. “Nel marzo 2000 - ha spiegato – la Regione ha stabilito tariffe diverse per i rimborsi delle prestazioni sanitarie; nel luglio 2001 queste tariffe sono state aggiornate e con esse sono stati riclassificati gli ospedali: di tipo A sono tutti i nosocomi provinciali, oltre al Bellaria e al Maggiore di Bologna e all’ospedale di Imola. Tutti gli altri sono di tipo B, molti dei quali in via di chiusura. Prima di luglio – continua Piolanti – le Ausl erano rimborsate in base al numero di abitanti (tanti abitanti, tanti soldi) e Ravenna era una delle Usl più grandi: oggi invece, in base alle tabelle, le tariffe variano fra A e B del 25-30 per cento, ed è questo il parametro di rimborso prestazioni”. Secondo le opposizioni è consequenziale il progressivo indebolimento degli ospedali di classe B: “per il semplice fatto che arriveranno meno soldi dalla Regione”. Fanno un esempio: “anziché a Faenza tutti correranno a farsi operare a Imola o Forlì (di classe A, comodo per i faentini più che Ravenna) perché per lo stesso tipo di intervento la Regione dà più soldi, quindi c’è da supporre un migliore trattamento”. La bufera scatenata sulla sanità investe anche il progetto “Area Vasta Romagna” di cui parla Graziano Resta: “non è altro - dice - che l’integrazione delle quattro Ausl romagnole di serie A, prima per quello che riguarda la logistica, il centro acquisti, i laboratori analisi e le farmacie, poi ne traspare la possibile aggregazione in un’unica Ausl Romagna”. L’esponete di Fi/Ccd si chiede a questo punto “come sarà possibile procedere ad una ulteriore razionalizzazione lasciando tranquilli i cittadini, quando anche l’integrazione provinciale si è rivelata un fallimento”. Insomma: errare è umano perseverare è diabolico, specie quando si tratta della salute. La mozione vuole appunto fare luce su quanto sta avvenendo, considerato che: “il progetto è partito in silenzio – continua Resta - senza il coinvolgimento del consiglio comunale, tantomeno dei sindacati”. E incalza: “cosa ci fa Casadio nella conferenza dei sindaci; ci hanno promesso un miglioramento, invece stiamo avendo solo dei cali occupazionali, di qualità e di cure”. La mozione andrà probabilmente a sovrapporsi al consiglio comunale già indetto per l’8 novembre sulle questioni sanitarie.

f.d.