Articolo del 20/08/01

Dino Campana, Marradi ricorda un genio della poesia Stasera alle 21 conferenza e spettacolo teatrale

MARRADI - Anche quest’anno la Romagna ricorda, nel giorno dell’anniversario della nascita, uno dei poeti più geniali a cui ha dato i natali: Dino Campana, nativo di Marradi, dove nacque nel 20 agosto del 1885 e dove, nonostante i ripetuti tentativi di fuga, fu sempre costretto a ritornare; dove nel 1914 pubblicò a pagamento presso la tipografia Ravagli uno dei più grandi capolavori lirici del Novecento italiano, quei Canti Orfici su cui nessun editore e nessun intellettuale del tempo – neanche Papini e Soffici – avrebbe scommesso né investito; dove, infine, il poeta folle, provinciale, delinquente e reietto, il grande Dino Campana, vittima del pregiudizio borghese e perbenista, restò relegato anche nella considerazione che di lui ebbero i suoi contemporanei. Tanto che, a distanza di quasi settant’anni dalla sua precoce morte (1932), e soprattutto da quando il primo manoscritto – ed unico esemplare, allora intitolato Il giorno più lungo – dei Canti fu ritrovato nel 1973 in un armadio dove con tutta probabilità venne occultato con snobismo classista, sembra sempre retorico commemorare un poeta che della memoria ebbe considerazione troppo più alta di quella che a noi consente di ricordarlo. Poiché la Memoria – quella dea Mnemosyne che a lui ridettava da un altrove sciamanico ed iniziatico i canti ribattezzati appunto “orfici” – fu per Dino Campana autentica genitrice delle muse, ed essa stessa fonte ispiratoria ed istigatoria, alla poesia come al viaggio, al gesto violento come alla parola sarcastica. Non certo illibata di servo encomio e di codardo oltraggio è la memoria celebrativa con cui oggi lo rammentiamo riscattato dalle ingiurie dei tempi e restituitoci mondo dalle censure della “piccineria” critica che troppe volte lo squalificarono. Nondimeno, più vile sarebbe dimenticare un genio che dalla materna Romagna ha attinto come la radice dalla terra fertile e che alla Romagna ancor più generosamente ha ridato, nel verso, il suo amore di figlio. Altrettanto bisogna rendere giustizia ai compaesani di Dino Campana, ricordando - sulle piste di certi studi di ricostruzione storica della turbolenta esistenza del poeta – che furono loro, con una “colletta”, a consentire che i Canti Orfici venissero stampati dal tipografo di Marradi, quando Dino riscrisse a memoria l’intera opera già consegnata al negligente Papini e smarrita. Oggi la cittadinanza di Marradi ricorderà il poeta ripercorrendo la sua vicenda sentimentale con Sibilla Aleramo, attraverso un discorso di Giuseppe Panella, docente alla Scuola Normale Superiore di Pisa, seguito dall’azione scenica di Ivo Morini dal titolo La rosa dimenticata, ispirata alla burrascosa relazione tra i due scrittori ed interpretata dalla voce narrante di Mirna Gentilini, da Walter Scarpi e Chiara Benedetti nei ruoli di Dino e Sibilla. Le musiche sono curate da Francesco Santoro. L’iniziativa, introdotta e promossa da Rodolfo Ridolfi, presidente del Centro Studi Campaniani, e da Marzia Gentilini, assessore comunale alla ubblica istruzione, si terrà alle 21 nel Giardino della Violetta, nella sede del Centro di Studi Campaniani Consolini in piazza Le Scalelle a Marradi. Ingresso libero. Per inf. tel. 055/8045943.

Gea Eliana Mirenda