Faenza - La Libera università per adulti di Faenza celebra nel 2001 i suoi 15 anni di attività. E proprio in questi giorni si è svolto, presso la sede municipale di Faenza e a Fognano, nei locali del Collegio Emiliani, l’annuale Congresso nazionale organizzato dalla Federuni (Federazione italiana tra le università della terza età) sui temi inerenti la nuova età anziana. La Federuni è l’organismo che si pone come sostegno scientifico e didattico delle oltre 230 Università della terza età ad essa federate, sparse in Italia, con circa 60mila frequentanti, 4mila e seicento docenti, 4mila e novecento corsi e seminari per oltre 100mila ore di lezione. “Il Congresso nazionale - fa sapere la coordinatrice didattica Iside Cimatti - così come le conferenze organizzative, gli incontri interregionali, le pubblicazioni edite, rappresentano il più importante momento di confronto per la riflessione e la progettazione, oltreché per la produzione a livello nazionale e internazionale di idee e piani di ricerca nel settore della terza età, una fascia di popolazione sempre crescente, in salute ed efficienza fisica, mai così in primo piano nella ribalta storica”. Va detto che le Università della terza età sono presenti in tutti i paesi industrializzati, dall’Europa alla Cina, dagli Stati Uniti ai Balcani, dove la consapevolezza è quella di organizzare supporti culturali per persone che si trovano a riqualificare il proprio ruolo sociale. A Faenza e a Fognano per tre giorni si sono confrontati geriatri, gerontologi, sociologi, psicologi, demografi e rappresentanti di amministrazioni pubbliche fra i più qualificati. A tutti è nota la crescita esponenziale della popolazione anziana e anche la nostra regione e la nostra città conoscono bene questo problema. La Libera università per adulti di Faenza, organizzata da un ristretto gruppo di volontari, si muove in questo settore da 15 anni. “La linea adotta - conclude la coordinatrice - sta riscuotendo tanti successi presso i suoi 900 iscritti, oltre ai consensi e alle approvazioni degli esterni”. Il congresso nazionale ha dato visibilità alla nostra città, che è città d’arte, di cultura e di studi.
f.d.