Articolo del
19/10/01
Educazione “in poesia” a Riolo
A cura dell’attiva Associazione culturale Romagna di Riolo Terme diretta dalla poetessa Giuliana Montalti, con il sostegno dell’associazione ricreativo sportiva della Banca di Credito Cooperativo della Romagna Occidentale di Castel Bolognese e Casola Valsenio, avrà luogo il domenica 21 ottobre la premiazione della 12ª edizione del premio letterario Valle Senio, presso la sala San Giovanni (via Verdi, 2) di Riolo. La manifestazione, che ha visto la partecipazione nelle precedenti edizioni di scrittori come Alda Merini, Alessandro Quasimodo, Ruffilli, Ramat, Loi, Affinati, Nevio Spadoni, vede quest’anno vincitori nelle varie sezioni: Antonia Solaroli (Faenza) per la narrativa inedita; Egidio Bellotti (Fossano) per la poesia inedita; Gina Natali Montanari (Ferrara) per la saggistica; Silvia Di Giovine (Collegno) per le favole edite; Claudio Bellini (Valenza) per la poesia edita; Costantina Frau e Pietro Puddu (Oristano) per i libri sull’enogastronomia; l’Istituto Sant’Umiltà di Faenza per la sezione lavori scolastici. Menzioni speciali sono andate a Antonella Coletti, Alma Borgini e Maria Cristina Muccioli, quest’ultima scrittrice e giornalista riminese. La premiazione sarà accompagnata dalla presentazione di alcuni ospiti illustri in campo letterario che spiegheranno come vedono il rapporto fra educazione alla poesia e sentire poetico dell’uomo: lo scrittore e critico Plinio Perilli; l’antropologa Cecilia Gatto Trocchi, docente all’Università di Chieti, più volte presente in qualità di esperta del rapporto tra esoterismo e società contemporanea in varie trasmissioni televisive; la scrittrice ravennate Mirella Santamato che presenterà il libro recentemente pubblicato La trappola invisibile (Mir edizioni). Sentire la poesia come “cammino verso il linguaggio” è la questione centrale di Fare poesia che Perilli ha scritto insieme a Carlo Olcuire. “Attra-verso” di essa si può parlare dell’educazione dell’uomo, il quale può scoprirsi poeta e abitare poeticamente il suo territorio per poterlo gustare ed esplorare. La trappola invisibile di cui parla invece la scrittrice ravennate Santamato è, sottolinea nell’introduzione la psicologa Manuela Pompas, “quella delle convenzioni e dei pregiudizi, molto diffusi, anzi tramandati nei secoli, che ci impediscono di realizzare pienamente il nostro bisogno d’amore. L’autrice analizza la condizione femminile nei secoli. Troviamo continuamente termini come accettazione, silenzio, debolezza, ubbidienza, paura... Parole che tutte le donne conoscono bene. Ma l’amore non è un atto di sottomissione, si ribella l’autrice, ma un atto conoscitivo”.