Articolo del 18/10/01

“Rilanciare le botteghe”

Faenza – Maria Concetta Cossa, architetto, ex assessore alla cultura del comune di Faenza nella prima legislatura De Giovanni è per il secondo mandato consecutivo presidente dell’Ente Ceramica. La conferma è arrivata lunedì scorso dall’assemblea dei soci, riunitasi presso la sede del Palazzo delle Esposizioni per il rinnovo del consiglio direttivo. L’assemblea ha provveduto inoltre ad eleggere i seguenti consiglieri: Cesare Boschi, Carla Lega (new entry), Mirta Morigi, Liviana Morini (new entry), Gino Suzzi e Arnaldo Sangiorgi (new entry). Nella prima riunione del consiglio direttivo (mercoledì 24 ottobre) saranno distribuite le rimanenti cariche e, come da statuto, potranno essere cooptati altri membri del direttivo, scelti tra personalità di spicco del mondo della ceramica e culturale faentino. Consiglieri cooptati il cui mandato è scaduto ma che potrebbero essere riconfermati sono: Lamberto Fabbri (Circolo degli Artisti), Stefano Collina (assessore alle attività produttive) e Pier Carlo Martinengo (direttore Agenzia Polo Ceramico). Come noto l’Ente Ceramica, si occupa della promozione dei ceramisti faentini, delle loro “botteghe” artigiane e della ceramica artistica. Tra le attività di spicco vi è l’organizzazione del Mondial Tornianti all’inizio di settembre, e di “Estate Ceramica” la grande mostra mercato al Palazzo delle Esposizioni che racchiude altre iniziative collaterali di carattere culturale, scientifico e promozionale. “Il primo mandato – afferma Maria Concetta Cossa – mi ha visto partire con molto entusiasmo; strada facendo mi sono poi resa conto che l’Ente è una realtà molto rappresentativa, ma che per mantenere alto il suo livello deve continuamente alimentare il dibattito e intensificare i rapporti con il mondo circostante, con le istituzioni, il panorama produttivo e culturale”. Con il rinnovo del mandato Maria Concetta Cossa avrà a disposizione altri tre anni per mettere in atto le sue strategie. Quali obiettivi si prefigge? “Insieme al nuovo gruppo cercheremo di allargare gli orizzonti e la base sociale, coinvolgendo anche coloro che non producono ceramica, ma che sono appassionati, studiosi, esperti. Vorrei riuscire a creare una sorta di cenacolo, inteso a riappropriarci della nostra identità di città delle ceramiche e della cultura in generale”. Una svolta interessante: in che modo pensa di procedere? “L’Ente deve essere l’umus creativo e operativo che fa da ponte tra produzione e promozione: perciò penso ad un confronto più intenso con le istituzioni culturali, di ricerca e di studio, diventando noi stessi una sorta di circolo culturale propositivo”. Insomma, coltivare le idee per poi tramutarle in pratica? “Ci sono diverse competenze ed esperienze da cogliere; gli artigiani possono trovare opportunità e sbocchi di qualità, nuovi percorsi ispirati alla tradizione, ma rinnovandola”. Si avverte una certa staticità del mercato? “Le botteghe sono calate come numero e non si intravede un aumento di produzione, per questo è importante cercare formule di rilancio, altrimenti con l’artigianato artistico in crisi si rischia di indebolire l’intero comparto della ceramica”.

Francesco Donati