Riolo Terme - Per quattro giorni lo Scalogno di Romagna tornerà al ruolo di protagonista della terra che lo ha reso famoso anche al di fuori dei confini nazionali: quella parte di Romagna che fa capo a Riolo Terme. E’ proprio lo scalogno di produzione locale che si è posto in grande evidenza non solo per la leggenda legata all’imperatore Carlo Magno relativa alla qualità alle qualità curative (circolazione del sangue, cuore e reni) di quella illiacea ma soprattutto nel campo della gastronomia. Chi si intenda di gusti non avrà difficoltà a stabilire una differenza abissale fra i risultati offerti dallo Scalogno di Romagna e quelli degli scalogni tedeschi o francesi che certi cuochi cercano a loro volta di valorizzare. Da domani e fino a domenica, Riolo Terme sarà invasa dagli amanti di questo prodotto al quale viene dedicata la sagra giunta alla nona edizione, un convegno ad alto livello sul tema “Produzione e mercato dello scalogno di Romagna” e un libro di Graziano Pozzetto. Al convegno interverranno i rappresentanti della Regione, della Provincia, della Comunità Montana, dei Comuni di Imola e Faenza, di “Terre Naldi”, del Cisa di Imola, dell’Università, dell’organismo di certificazione Check Fruit, sindacati agricoli, stampa e associazionismo. La sera del 19, alle ore 20,30, è prevista la cena allo stand gastronomico con pietanze realizzate avendo lo scalogno come elemento di base. Una iniziativa di sicuro successo che si succederà anche nelle altre serate della sagra. Nelle serate successive si svolgerà anche la mostra mercato dello Scalogno di Romagna con i produttori che esporranno e cederanno direttamente ai consumatori il loro prodotto con il certificato di garanzia. La quattro giorni dello scalogno, come hanno precisato anche il presidente della Pro Loco Giannatale Solaroli e il sindaco Valeriano Solaroli, sarà accompagnata anche da alcune manifestazioni culturali collaterali.
Renato Cavina