Articolo del 17/10/01

“Un odg sulla guerra”

FAENZA - Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, Rifondazione Comunista ha invano proposto di discutere con forma di urgenza, un ordine del giorno sull’inizio dei bombardamenti sull’Afghanistan. “Premesso - sottolinea il capogruppo Medardo Alpi - che Rifondazione comunista considera gli attentati dell’11 settembre scorso contro le ‘torri gemelle’ e contro il ‘pentagono’ negli Usa un atto terroristico che colpisce l’intera umanità. Appare sconcertante che mentre un mese fa, all’indomani della tragedia americana, sia stato immediatamente e giustamente deciso di svolgere una pubblica manifestazione in piazza, con un discorso del sindaco di Faenza di condanna al terrorismo, accompagnata dalla discussione in consiglio comunale, con forma di urgenza, e successiva votazione unanime di un ordine del giorno contro gli attentati ed il terrorismo, al quale Rifondazione comunista ha dato il suo deciso appoggio. Oggi invece, nel momento in cui le iniziative di guerra colpiranno senza dubbio cittadini afghani innocenti, sommando alla sofferenza per la dittatura dei ‘talebani’, quella causata dai bombardamenti, per gli altri partiti del consiglio comunale di Faenza, non sussiste alcuna urgenza nella organizzazione e discussione di un ordine del giorno sulla guerra in atto”. Rifondazione comunista ritiene “perciò molto grave, pericoloso ed anche triste che la guerra sia ormai accettata, anzi accolta senza alcuna titubanza. Rifondazione comunista non ha alcuna titubanza, né contro la guerra, né contro il terrorismo, perché coloro che ne pagano poi le conseguenze sono sempre i più politici, ed ai quali verrà chiesto il conto economico. Riconosciamo come scelta positiva l’adesione dell’amministrazione comunale alla marcia per la Pace Perugia/Assisi. Riscontriamo però che alla nostra richiesta, rivolta nel consiglio comunale con una interpellanza al sindaco ed al vicesindaco assessore alla Pace, per sensibilizzare l’attenzione sulla situazione internazionale e sui rischi di una catastrofe generalizzata, che gli attentati prima e la guerra poi, stanno minacciosamente prefigurando”.