
FAENZA - Nel vino, come in tutti i prodotti agroalimentari, si riflettono la civiltà di un popolo e le caratteristiche di un territorio. Per questo ’Ente Tutela Vini di Romagna ospita in questi giorni una delegazione danese composta da venti operatori del settore, tra ristoratori, sommelier, importatori e studenti ed insegnanti di scuole alberghiere. E’ una delegazione altamente qualificata e che, grazie anche alla presenza delle scuole alberghiere, apre prospettive di grande interesse nel mercato danese che già conosce i vini romagnoli. Il soggiorno in Romagna degli operatori danesi è infatti il proseguimento della manifestazione svoltasi in maggio a Copenaghen dove una ventina di titolari di cantine romagnole aderenti all’Ente Vini hanno presentato i loro prodotti doc e docg a circa 200 operatori danesi, accompagnandoli con degustazioni e conferenze. Ma tutt’altra cosa sono le degustazioni di prodotti nella terra e tra la gente che li produce, un valore aggiunto sempre più gradito dai consumatori e che caratterizza le produzioni romagnole in modo nettamente apprezzabile rispetto ad altre regioni. Qui le innovazioni di tecnologie e professionalità messe in campo soprattutto nel settore enologico non hanno interrotto, anzi in alcuni casi hanno rinsaldato i legami con la storia, la cultura e il paesaggio. Un patrimonio che verrà proposto, insieme alla qualità dei vini romagnoli doc e docg, agli ospiti danesi con un tour enogastronomico che si snoderà attraverso la Romagna facendo tappa in alcune aziende vinicole e nelle enoteche aperte dall’Ente Vini a Bertinoro, Bagnacavallo e Ravenna. Sarà così possibile presentare agli ospiti danesi il patrimonio - enogastronomico, culturale e naturalistico della zona.