
FAENZA - Trentadue presenze su 36 partite e un girone di ritorno giocato a livelli davvero ottimi. Ad un avvio di stagione non proprio impeccabile, ha fatto seguito una netta e convincente parabola ascendente, che lo ha portato ad essere, assieme a capitan Minardi, il baluardo della retroguardia biancazzurra. Il difensore toscano Daniele Chiarini (nato a Bibbiena, in provincia di Arezzo, l’11 aprile 1979) è tornato a casa e nei prossimi giorni la sua società d’appartenenza, l’Udinese, deciderà dove mandarlo a giocare. L’ideale (sia per la società che per il ragazzo) sarebbe un salto di categoria, anche perché la C1 non è certo impossibile da affrontare. Le probabilità di rivederlo a Faenza sono ridotte al lumicino, resta il fatto che per Chiarini (maturato tantissimo soprattutto dal punto di vista della disciplina tattica) l’esperienza in biancazzurro è stata molto importante e positiva. “Mi sono trovato benissimo, con tutti. Quello faentino è l’ambiente ideale per lavorare e crescere con tranquillità e profitto. Inoltre, la città è accogliente e vivibilissima. Sono molto dispiaciuto di andarmene, ma la vita continua e l’obiettivo di ciascun giocatore è quello di cercare sempre la miglior sistemazione possibile”. Chiarini ha già ricevuto offerte da diverse società di C2. “Per scaramanzia, preferisco non fare nomi, ma fra le società che mi hanno richiesto ce n’è anche una romagnola (il San Marino?, ndr). Comunque, non ho ancora deciso niente e in ogni caso valuterò il da farsi assieme ai dirigenti dell’Udinese, ai quali spetta l’ultima parola”. Un’interessante offerta (soprattutto dal punto di vista economico) era giunta perfino dalle serie C tedesca. “Ma poi non se ne è fatto niente e forse è meglio così. Meglio restare in Italia, in C1 oppure in una squadra di C2 forte e ambiziosa”. Quello di Chiarini è l’esempio lampante di un ragazzo giovane e serio, venuto a Faenza per crescere e per contribuire alla salvezza della squadra: entrambi i risultati sono stati brillantemente raggiunti. La politica dei giovani, se interpretata ed attuata in questo modo, paga davvero. “Devo ringraziare il Faenza - conclude Chiarini - per l’opportunità che mi ha dato e per la fiducia che ha dimostrato nei miei confronti. Mi fa molto piacere che i dirigenti del Faenza mi abbiano chiesto di rimanere, però ripeto, credo sia giusto guardare avanti. Comunque sia, conserverò di quest’annata, conclusasi alla grande con dei fantastici play-out, che hanno premiato nella giusta maniera tutti gli sforzi compiuti, un ricordo splendido ed indelebile”. Chiarini dovrà essere sostituito: il direttore sportivo manfredo Oscar Tacchi è già a caccia e agirà sempre nel segno di una “sottile linea verde”. Una politica che ha dato i suoi frutti e che nessuno ha la minima intenzione di abbandonare. Il Faenza si è fatto largo negli ultimi anni grazie ai suoi giovani ed è giusto che questa strada non venga abbandonata.
Giovanni Morini