Articolo del 16/10/01

Festa dei frutti dimenticati

CASOLA VALSENIO - L’autunno tarda ad arrivare e in questo clima primaverile Casola si appresta ad allestire la tradizionale Festa dei frutti dimenticati. Lungo le sagre che animano la vallata del Senio da Palazzuolo a Riolo Terme, ce n’è una che si caratterizza per il filo conduttore particolare. La memoria dei significati e dei sapori dimenticati dalla stereotipante massificazione della cultura alimentare industriale. Sono ormai dieci anni che questa manifestazione, al contempo colturale e culturale, attrae migliaia di visitatori da tutt’Italia, interessati dalle forme e dai sapori che difficilmente si trovano sugli scaffali dei grandi ipermercati. I contadini delle colline circostanti Casola, spinti dal Comune, dalla Pro loco e dalla Comunità Montana, hanno cominciato un percorso di sedimentazione alimentare che trova nelle sorbe, avellane, noci, melegrane, giuggiole, nespole e prugnole i riferimenti essenziali per valorizzare la collina. Dal sabato pomeriggio alla domenica sera di ogni terzo fine settimana di ottobre, questi agricoltori locali commercializzano su bancarelle colorate i piccoli e obliati frutti autunnali. Lungo le vie del paese e nelle piazze del centro storico si riscopre e valorizza il mondo contadino tradizionale e l’alimentazione ad esso annessa fatta di naturalità, sapore e fragranze selvatiche che seguono il corso delle stagioni. La ripresa di questo interessante mondo agricolo è rivolto anche verso le tecniche di quell’industria, artigianale, di prima trasformazione che è stata monopolizzata nel corso del tempo dalle cooperative e dai grandi stabilimenti. Sulle bancarelle si potranno infatti trovare prodotti lavorati seguendo gli antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Da qui, ogni anno, nel corso della festa si svolge un concorso di marmellate, mentre i ristoranti e gli agriturismi della zona propongono per tutta la stagione la cucina ai frutti dimenticati. Quest’ultima è caratterizzata da piatti e pietanze che utilizzano i prodotti autoctoni del territorio, seguendo antiche ricette o interpretati in chiave moderna, creando soluzioni gradevoli, naturali e da forti poteri evocativi. A tutto questo, la festa dei frutti dimenticati, aggiunge il valore del recupero materiale di queste piante e frutti, esponendo e vendendo le piccole piante da frutto di difficile reperimento sul mercato. Una festa che si differenzia dalle tradizionali sagre stagionali, per i forti significati presenti in seno che trova, anno dopo anno, una sempre maggiore affluenza di pubblico e interesse.

Riccardo Isola