Articolo del
16/09/01
Bojani parla a Nuoro
faenza - Conferenza a Nuoro del direttore del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Gian Carlo Bojani, sull’artista sardo Salvatore Fancello, di cui è stata di recente donata a Faenza un’importante opera. Sardegna e ceramica: un abbinamento nel segno di Salvatore Fancello (1916- 1941), eccellente artista di ceramica e geniale disegnatore di Nuoro, di cui rimangono significative testimonianze in sedi prestigiose come la Domus Tre Novi e la Triennale di Milano, insieme al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza. Le collezioni del Museo faentino possiedono, grazie alle donazioni dell’artista di Albissola Tullio Mazzotti e del Ministero della Pubblica Istruzione, di uno scoiattolo in ceramica, e di un presepe realizzati da Salvatore Fancello nella seconda metà degli anni Trenta. Per ricordare la figura e la spessore dell’artista sardo a cinquant’anni dalla sua scomparsa, il Museo di Arte Moderna di Nuoro ha organizzato una giornata commemorativa che ha visto la partecipazione, con una conferenza, del direttore del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Gian Carlo Bojani. La conferenza si inserisce nel contesto di una più ampia opera di rivalutazione degli artisti sardi contemporanei avviata dalla galleria espositiva di Nuoro che, grazie ad un progetto avviato da Comune e Provincia e dalla casa editrice Ilisso, si sta trasformando nel “Nuovo Museo della Ceramica italiana del XX secolo” per il quale il professor Gian Carlo Bojani è stato chiamato a svolgere il ruolo di consulente e di presidente onorario della relativa fondazione. Incarichi di rilievo che si inseriscono in un rapporto di collaborazione avviato da qualche tempo anche grazie ad Ivana Anconelli, che dopo l’esperienza di responsabile del Laboratorio “Giocare con l’arte” del Museo delle Ceramiche (dal 1982 al 1997), ha appena terminato un corso formativo nell’istituto culturale sardo, occupandosi attualmente come libera professionista, della diffusione del metodo didattico-artistico di Bruno Munari, sperimentato per la prima volta proprio a Faenza dove prosegue con successo sotto il coordinamento di Dario Valli e Maria Grazia Gordini