
FAENZA - Se c’era ancora qualche dubbio, i campionati italiani di tiro a segno, svoltisi a Roma dal 7 al 9 settembre scorso, li hanno cancellati nella maniera più limpida. A Denis Capinera, il ragazzino che già da un paio di stagioni si sta mettendo in luce e che la squadra faentina aveva mandati ai campionati italiani giovanili, è riuscita l’impresa: contro avversari provenienti da ogni parte d’Italia, il giovane faentino ha deciso di iscriversi in ben 4 discipline, convinto pienamente dei propri mezzi e, udite udite, il suo bilancio è stato di tre medaglie d’oro e di una d’argento. Il “tricampione d’Italia” ha letteralmente spopolato, sin dalle battute iniziali, conquistando il successo nella gara di pistola libera, con 520 punti su 600, confermando nella successiva prova, specialità P.10 Gr.B, il proprio stato di grazia finendo al secondo posto con un punteggio di 559 su 600. Il romagnolo ha quel punto ha pensato allora che il titolo assoluto nella pistola libera fosse alla sua portata ed ha centrato l’obiettivo con 520+88,8. A chi, complimentandosi, gli chiedeva lumi su questa smagliante giornata, Capinera ha risposto, lasciando tutti di stucco, che “con questi campionati lascio la categoria juniores per passare a quella maggiore. Non potevo quindi non finire in bellezza e, per lasciare un buon ricordo di me, non potevo non mettercela tutta”. C’era ancora da disputare la prova finale per il titolo assoluto della P10, categoria che, in precedenza, lo aveva visto al secondo posto, nonostante il punteggio di 559/600: la scommessa contro se stesso ha caricato l’allievo del Maestro Salvatore Lacerenza (lo stesso che portato Alberto Lega nell’olimpo nazionale assoluto) il quale non ha avuto avuto esitazioni. Le gambe non hanno tremato, il polso neppure e, con un +96,5, ha alzato al cielo il terzo titolo tricolore stabilendo un palmares che non ha precedenti. Capinera diventa così, unitamente ad Alberto Lega, il secondo faentino che rivolge lo sguardo ad Atene. A tenergli compagnia c’è l’augurio di tutta una città che sogna gli anni in cui altri rappresentanti manfredi rappresentavano l’Italia alle Olimpiadi ed ai mondiali, i tempi dei Preda e dei Laghi, ormai lontani nel tempo ma non dimenticati. Il successo del giovane tiratore testimonia la specifica propensione dei faentini nella specialità del tiro a segno: nelle stesse giornate, infatti, a Varese, gli uomini della Polizia Municipale, guidati dall’ispettore Giovanni Scarpetti, facevano incetti di titoli nella categoria.
Renato Cavina