Articolo del 16/05/01

Faenza e Russi corrono insieme

FAENZA - Il nuovo corso del Faenza. Per un soffio, cioè per un punto, la squadra di Carlo Regno non è riuscita ad evitare i play-out e così la permanenza in serie C2 dovrà necessariamente passare attraverso le due gare senza appello con la Maceratese. Strano, ma vero, per una volta i favori del pronostico penderanno dalla parte manfreda, non solo perché il Faenza si è classificato meglio dei marchigiani (quintultimo contro penultimo posto, con tutti i vantaggi del caso, vale a dire basteranno anche due pareggi per salvarsi), ma anche perché Minardi e compagni sono davvero in un buon periodo di forma. Il trend positivo può essere esteso a tutto il girone di ritorno (22 punti in 17 partite, media salvezza con tanto di interessi), ma è negli ultimi due mesi e mezzo che il Faenza ha trovato picchi di rendimento (e di risultati) veramente notevoli e incoraggianti. Se si escludono le due sconfitte interne, di misura e peraltro immeritate, con Lanciano e Rimini, dalla fine di febbraio a questa parte i biancazzurri non hanno mai perso: 2-0 con il Viareggio, 0-0 a Chieti e con l’Imolese, 1-0 con il Castel San Pietro, 0-0 a Firenze in casa della Rondinella, 2-2 a Russi e a Castelnuovo Garfagnana, 2-1 con il Teramo e a Montevarchi. La vittoria di domenica scorsa è stata la ciliegina su una torta dal sapore ancora amaro (vista la necessità di dover disputare i play-out), ma che con l’aggiunta di un po’ di zucchero potrebbe diventare dolcissima. Tuttavia, è meglio rimanere con i piedi per terra. In casa faentina lo sanno. All’interno dello spogliatoio manfredo, infatti, regna una buona dose di ottimismo e di fiducia, che giustamente procede di pari passo con la prudenza. La cautela è d’obbligo, specialmente per una squadra giovane e abbastanza inesperta come quella biancazzurra. E’ vero che il Faenza è abituato a lottare e a soffrire, ma è altrettanto indiscutibile che, specialmente nelle gare secche e di salvataggio, la carta d’identità può assumere un’importanza rilevante. I ragazzi di Regno, insomma, dovranno confermare di essere maturi, oltre che bravi. Sulla panchina della Maceratese, adesso c’è Di Somma, uno che di calcio ne ha masticato parecchio, anche a livello di serie A. Un motivo in più per fare attenzione e per stare assolutamente in campana. Intanto, il Faenza continua ad allenarsi con grande intensità. Ieri c’è stata una doppia seduta, oggi e domani si lavorerà al pomeriggio. Nella partitella tutta in famiglia di domenica, Regno inizierà a scegliere concretamente il primo undici anti-Maceratese. L’infermeria si sta svuotando, il giudice sportivo non ha squalificato nessuno e dunque questa volta il tecnico biancazzurro avrà addirittura l’imbarazzo della scelta. Una situazione che in questo campionato si è verificata assai raramente. Ma non è mai troppo tardi, dice un antico proverbio, e infatti per il Faenza capita proprio a puntino il momento di gettare nella mischia tutte le frecce a disposizione, nella speranza che siano velenose più che mai. L’unica cosa pressoché certa è che il Faenza non abbandonerà il 4-4-2. RUSSI - Appena il direttore di gara ha assegnato la massima punizione, mentre molti tra i falchetti si giravano verso la panchina (Minieri e Ceredi in primis, eventuali altri rigoristi), Lele Lucchi ha indicato lui. Floriano Lasi era in campo da pochi minuti, dopo aver rilevato nell’intervallo il giovane Ferrari, ma la sua trasformazione dal dischetto è stata impeccabile e ha spianato la strada al successo del Russi, tornato finalmente col Viareggio a raccogliere i tre punti. “Quanto scottava quel pallone? In effetti, un po’ di tensione c’era - ammette il difensore arancione, 34 anni compiuti a metà febbraio - ma soprattutto c’era anche dentro di me parecchia rabbia. Ho calciato con forza ed è andata bene. E’ chiaro che il fatto di non vincere da tanto tempo pesava a livello psicologico, anche se bisogna riconoscere che, a parte i risultati, le prestazioni erano sempre state positive, con tante occasioni da rete create. Il guaio era il non riuscire a concretizzarle, sia per un pizzico di sfortuna che per nostro demerito. Sabato invece c’è stata un’inversione di tendenza: abbiamo costruito meno, però siamo stati capaci di sfruttare al massimo le opportunità, con quel cinismo che spesso nel calcio fa la differenza”. Oltre all’andamento delle partite precedenti, ad accrescere la rabbia del capitano, che nelle ultime due giornate di campionato ha lasciato la fascia a Liberati non essendo tra i titolari (“a Gualdo avevamo deciso di non rischiare visto che durante la settimana mi ero allenato a singhiozzo, contro il Viareggio è stata una scelta tecnica”), c’era pure l’ennesimo misfatto di un fischietto ai danni degli uomini di Lucchi. “Nell’episodio dell’espulsione di Buscaroli l’arbitro è stato troppo frettoloso, ed è quello che gli ho detto, visto che lo conoscevo avendo diretto più di una volta in passato il Faenza. Se poi alla fine vinciamo 3-0, ben venga il rimanere in dieci”. Battute a parte, Lasi è già proiettato con la mente alla doppia sfida play-out (in carriera ha disputato un solo spareggio, una dozzina d’anni fa, con la maglia del Riccione, per la promozione dall’Interregionale alla C2, avversari Gubbio e Vis Pesaro) e lancia un monito ai compagni. “Quello che assolutamente dobbiamo evitare è farci influenzare da quest’ultimo risultato. Anche perché, prima di calare alla distanza quando noi abbiamo fatto valere la nostra buona condizione fisica, il Viareggio mi aveva fatto una notevole impressione, con un pressing in ogni zona del campo e una squadra molto corta. Quindi guai a sottovalutare i toscani, anzi dovremo affrontarli con la stessa mentalità e umiltà con cui ci siamo misurati con avversari che sapevamo superiori a noi. Il nostro errore più grave in questa stagione è stata la mancanza di continuità, magari pensando inconsciamente dopo un buon risultato di essere diventati più bravi di quello che siamo in realtà. Allo Stadio dei Pini ci aspetterà un ambiente bello caldo, ma bisogna ricordarsi sempre che questi sono confronti che durano 180’ e dunque non bisogna perdere mai la testa, evitando stupidaggini che possono compromettere l’esito del doppio spareggio”.

Giovanni Morini Gianluca Strocchi