Articolo del 15/10/01

Sergi fa colare a picco il Faenza

FAENZA: Domanico 6.5, Cavina 7, Pomini 6 (38’ st Errani n.g.), Zaccanti 6, Chiarini 6, Minardi 6.5, Lagorio 6 (20’ st Nonis 6), Bompan 6, Floccari 6, Mambelli 6.5, Fontana 6 (9’ st Neri 6). A disp.: Brandi, Bianchedi, Bandini, Callisti. All.: Regno. SAMBENEDETTESE: Visi 6, Borsa 6, Morelli 6 (23’ st Pirone 6), Cottini 6, Pellegrini 6.5, Giubilato 6, De Silvestro 7, Cerqueti 6, Sergi 6.5 (30’ st Facciotto n.g.), Di Camillo 6.5, Bischeri 6 (1’ st Camillucci 6). A disp.: Garfagna, Taccucci, Quonda, Cacciatori. All.: Beruatto. ARBITRO: Smaldone di Nichelino 5.5. RETE: 10’ st Sergi. AMMONITI: Cottini, De Silvestro, Di Camillo, Chiarini, Pomini, Sergi. NOTE: giornata serena. Terreno in discrete condizioni. Spettatori 400 circa, di cui la metà ospiti. Angoli 7-2 per la Sambenedettese. FAENZA - Non si sfata il tabù del “Bruno Neri”. Il Faenza incassa la quarta sconfitta interna consecutiva, tarpando sul nascere qualsiasi velleità di rilancio. Ancora una volta, la giovane squadra biancazzurra ha pagato a carissimo prezzo gli evidenti e ormai noti limiti in termini di esperienza e di solidità. La partita è stata equilibrata e la Sambenedettese l’ha vinta sfruttando al meglio una delle rare occasioni da gol capitate nell’arco dei 90 minuti. Una volta passato in svantaggio, il Faenza ha cercato di reagire, ma non è mai riuscito a rendersi pericoloso e così la sconfitta è stata inevitabile. Nessuno, tra i Regno-boys, ha giocato male, però in questo campionato la determinazione e la voglia di fare non bastano. La partita di ieri l’ha confermato. Il Faenza ha la stessa formazione che una settimana prima aveva pareggiato e convinto sul campo del Brescello, la Sambenedettese di Beruatto è più spavalda di quella di Mei, accantona il 4-4-2 e si presenta con il 3-4-1-2. L’avvio è di marca biancazzurra, in avanti Floccari e soprattutto Mambelli si muovono molto bene, ma la prima vera occasione da gol è della Sambenedettese. Al 19’, Bischeri si trova a tu per tu con Domanico, però non riesce a inquadrare lo specchio della porta. Cinque minuti più tardi, il portiere manfredo deve volare per deviare in angolo una punizione di De Silvestro dalla distanza. Entrambe le squadre pressano molto a centrocampo, lasciando poco spazio alle azioni ragionate. Il gioco latita e la partita non decolla. La Sambenedettese non riesce a far valere la propria superiorità e soltanto nel finale di tempo inizia a esercitare una leggera supremazia territoriale, senza però creare particolari problemi ai biancazzurri. Al 45’, è Cavina a rendersi pericoloso con un insidioso tiro cross, sul quale nessuno riesce a intervenire. Così, si va all’intervallo sullo 0-0, risultato giusto per una gara molto noiosa. La ripresa si apre con qualche brivido: a darli ci pensa il portiere ospite Visi, che para con difficoltà un’innocua punizione di Lagorio. Al 55’, la Sambenedettese passa in vantaggio. Di Serafino recupera palla sulla trequarti e verticalizza per Sergi, bravo a sorprendere la retroguardia manfreda e a beffare Domanico con un preciso diagonale. Il Faenza accusa il colpo e nei minuti immediatamente successivi allo svantaggio, sembra sul punto di sfilacciarsi. Non è così, i biancazzurri reagiscono, ma in zona tiro continuano ad essere tremendamente sterili. Al 59’, ci prova Floccari su punizione, ma la palla è fuori. Al 69’, dopo un'iniziativa di Cavina, senza dubbio il migliore dei suoi, nell’area della Sambenedettese si sviluppa una pericolosa mischia, però la difesa riesce a sbrogliare. Tre minuti dopo, è Bompan dalla sinistra a offrire un ottimo assist per Mambelli, che però si fa anticipare da un difensore. Il Faenza non ne ha più e nemmeno il neo entrato, ma ancora acciaccato Nonis, riesce a smuovere qualcosa. Al triplice fischio dell’arbitro, i giocatori della Sambenedettese vanno a raccogliere gli applausi del loro fantastico pubblico, mentre quelli del Faenza rientrano a testa bassa negli spogliatoi. L’appuntamento con il primo punto al “Bruno Neri” è nuovamente rimandato e soprattutto c’è da registrare come la classifica diventi sempre più precaria.

Giovanni Morini