
FAENZA –“Noi quelle antenne non le vogliamo”. Da quando hanno saputo che Omintel e Blu sono intenzionati ad installare dei nuovi ripetitori per la telefonia mobile nel loro quartiere, gli abitanti del Borgo non si danno pace. Sono infuriati e preoccupati. Nella zona ci sono già due antenne (sopra l’Hotel Cavallino) e dunque si rischia un pericoloso sovraccarico di onde elettromagnetiche. Mercoledì sera si è tenuta un’affollatissima ed infuocata riunione di quartiere, dove sono stati presentati una petizione popolare e un documento deliberato dal consiglio circoscrizionale. La petizione popolare, firmata da quasi 500 persone, si pone contro l’installazione di un ripetitore Omintel nel palazzo di via Bertolani di proprietà dello Iacp. “Nel nostro quartiere, peraltro densamente popolato – si legge nella petizione – esistono già, a pochi metri di distanza l’una dall’altra, due antenne/ripetitori. Nelle immediate vicinanze del punto in cui si vuole effettuare la nuova installazione sono presenti un asilo nido, una scuola elementare e una scuola media. Nel quartiere risiedono molti bambini, persone portatrici di pace maker e soggetti sofferenti di patologie incompatibili con la presenza di campi elettromagnetici”. Pertanto, i firmatari chiedono che “risultando ampiamente dimostrati, evidenti ed incontestabili i danni alla salute conseguenti all’esposizione ad onde elettromagnetiche, il Comune di Faenza non conceda l’autorizzazione all’installazione”. Parallelamente, il consiglio circoscrizionale ha approvato all’unanimità un documento che, tra le altre cose, invita il Comune a regolamentare meglio la delicata materia e a costituire un tavolo di confronto e di concertazione per la dislocazione degli impianti. Un tavolo di cui facciano parte, oltre agli uffici competenti, anche comitati di cittadini, associazioni ambientaliste e associazioni di consumatori attive contro l’elettrosmog. Il documento contiene anche un’interessante proposta tecnica, illustrata dal consigliere di An Francesco Armiento. “Si tratta di programmare l’installazione su ogni antenna di una “scatola nera” (attualmente in corso di sperimentazione da parte di Arpa), che abbia la funzione di lettore in continuo delle variazioni di campo elettromagnetico, al fine di segnalare l’avvicinamento dell’impianto al limite fissato e che, nel caso di raggiungimento o superamento di tale limite, proceda alla disattivazione automatica dell’impianto stesso”. In sala erano presenti cittadini e consiglieri di altre circoscrizioni, come il capogruppo del Centro Nord, Giuseppina Valgimigli. “Nel nostro quartiere – ha detto – la situazione delle antenne è ancor più grave che in Borgo. Ci sono già undici ripetitori e ne vogliono installare altri sei. E’ un vero e proprio scandalo, contro il quale sto portando avanti una dura battaglia, ma tutti, a cominciare dalla maggioranza di centro sinistra di cui faccio parte, mi hanno abbandonata”. Cinzia Pasi, del Codacons di Ravenna, ha invitato i cittadini “a non mollare e a battersi in qualsiasi maniera, vie legali comprese, affinché i diritti e la salute di ciascuno siano pienamente tutelati”. Gregorio Tini, capogruppo di Alleanza Nazionale in consiglio comunale, sulla questione ha presentato un’interpellanza al sindaco e all’assessore Cipriani.
Giovanni Morini