
FAENZA - Aldo Venturelli, responsabile della Uil pensionati del territorio faentino scende in campo sulla questione sanità, con accuse pesanti nei confronti dell’Azienda Usl. Secondo Venturelli ormai non ha più senso nemmeno parlare dei problemi della sanità perchè “loro (l’Ausl) non ne parlano ma agiscono. Incontri, preparativi e quant’altro vanno avanti per la Ausl, della grande Romagna, perché questo è il fine ultimo. E’ quindi ora di mettere i piedi nel piatto - incalza Venturelli - e cominciare ad esprimersi. I fatti sono sotto gli occhi di tutti, in passato c’erano tre Usl nella provincia di Ravenna che funzionavano e si decise, in nome della economicità, di farne una sola e di chiamarla Azienda, come se fare della salute una Azienda fosse la cosa migliore, da allora le cose sono precipitate giorno dopo giorno, crescita del deficit a ritmi spaventosi, declassamento degli ospedali (a proposito quello di Faenza. è stato declassato in serie B), aumento della domanda dei cittadini della provincia verso altri ospedali (mobilità passiva), le liste di attesa stanno diventando una cosa vergognosa”. La Uilp faentina non si risparmia neppure sulla questione delle liste d’attesa. “ E’ di questi giorni la notizia - afferma ancora Venturelli - che per un intervento al ginocchio occorrono 4 anni di attesa. Prendiamo atto che il “responsabile” ha detto che interverrà in modo drastico ma che ci vorrà tempo e allora mi viene in mente una assemblea di quadri sindacali svoltisi nel salone comunale di Faenza diversi anni quando il dott. Martignani disse ’sulle liste di attesa interverrò in modo drastico ma ci vorrà tempo’. E’ lecito allora chiedersi - puntualizza Venturelli - se questi interventi drastici per ridurre le liste di attesa, per i qual ci vorrà tempo, quanto tempo ancora? L'attesa lunga e il degrado della sanità continua in tutta la provincia. Ma quello che stupisce ed è inquietante è “l’assordante” silenzio dei sindaci”. E sugli amministratori locali la Uilp lancia altri strali: “ I responsabili della sanità del territorio nulla hanno da dire su questo “casino”. E allora è ora di cominciare a stanarli, a farli esprimere, non possono continuare a fare come le 3 scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano, mentre i cittadini non sanno. Le conferenze dei sindaci hanno il dovere di esprimersi, fare sapere ai loro cittadini come la pensano ma ora, subito, prima che la sanità pubblica diventi come la chirurgia plastica, chi ha i soldi la fa chi non ha i soldi niente. E noi come sindacato - conclude Venturelli - abbiamo il diritto di sapere come la pensano, lo stesso diritto di sapere lo hanno i dipendenti del comparto sanitario e ancor più diritto lo hanno i cittadini. Non parliamone ma muoviamoci”.