Articolo del 13/09/01

Minardi, una forzata solitudine

FAENZA - Di dubbio in dubbio. Dopo le fumate nere dei giorni scorsi, si sono davvero riaperte le trattative tra Faenza e Ravenna? A sentire la campana ravennate, la risposta è sì. Un gruppo di imprenditori, in buona parte di Ravenna, sarebbe infatti interessato ad entrare nella società manfreda, che Giancarlo Minardi, da solo, fa molta fatica a portare avanti. Le voci, confermate dal sindaco di Ravenna Mercatali, sono però categoricamente smentite dallo stesso Minardi. “Non ho proprio niente da dire - esclama con decisione il patron del Faenza - né tanto meno da commentare. Qualcuno è interessato ad entrare nella società? Da quel che mi risulta, non si muove foglia, purtroppo. Se qualcun altro sa cose che io non so, bisogna chiedere a lui. Per quanto mi riguarda, non c'è nessuna novità”. Da quel che si sente dire, gli ipotetici imprenditori ravennati vorrebbero trasferire il Faenza, dal “Bruno Neri” al “Benelli”. Da questo punto di vista, dunque, ci ritroveremmo esattamente nella stessa situazione di qualche settimana fa e cioè con il Faenza in procinto di abbandonare la propria casa. Un'ipotesi, questa, che aveva scatenato vibranti proteste da parte non solo dei tifosi, ma anche di diversi politici faentini. La preoccupazione della tifoseria biancazzurra era che una fusione con il Ravenna avrebbe fatto comodo esclusivamente ai giallorossi, per mantenere in qualche modo la serie C al “Benelli”, evitando già da quest'anno l'onta della rovinosa caduta nel dilettantismo. Adesso non si parla più di fusione, ma i contenuti sono in ogni caso simili: trasferendosi a Ravenna, il Faenza non sarebbe più il Faenza. “Continueremo a giocare al “Bruno Neri” - ribadisce con forza Minardi - perché non c'è nessuna trattativa in corso. Se ci saranno delle novità, sarò ben lieto di annunciarle. E' da tempo che sto cercando qualcuno che mi dia una mano e non aspetto altro che questo qualcuno si faccia avanti con delle proposte serie e concrete. Però ripeto, per adesso non si muove foglia”. Non c'è alcun dubbio: emigrando a Ravenna, il Faenza Calcio rischierebbe di scomparire. Ma è altrettanto vero che per potere guardare al futuro con maggior serenità, la società manfreda ha bisogno di aiuti concreti, perché il mondo dei professionisti (e non solo quello) è piuttosto esigente. Il "Bruno Neri" continua ad essere desolatamente vuoto, gli sponsor non abbondano di certo e senza qualche intervento esterno di peso la situazione rischia di farsi insostenibile, anzi in parte lo è già. Finora, per un motivo o per un altro, gli appelli del presidente Minardi sono regolarmente caduti nel vuoto. Ma la speranza è l'ultima a morire e comunque la speranza è sempre migliore dei pasticci e degli affari poco chiari. Ecco perché Minardi è ancora in sella, da solo, al suo Faenza. Di miracoli, ne ha già fatti abbastanza. L’appuntamento, speriamo presto, è rimandato alla prossima puntata.

Giovanni Morini