
Faenza – Dopo il rimando di due settimane, va all’approvazione del consiglio comunale di giovedì 14 il passaggio da Istituzione a Fondazione del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Gli atti sono pronti, e sono stati descritti ieri mattina in Municipio dall’assessore alla cultura Donatella Callegari. “Il rinvio – ha precisato – si è reso necessario, perché trattandosi di documenti complessi, c’era bisogno di acquisire le decisioni degli altri soci fondatori aderenti alla manovra, inoltre si è sovrapposta una mia assenza per motivi di salute, che ha costretto la Giunta a procrastinare la delibera”. L’istituenda Fondazione gestirà il Museo tramite concessione, pertanto il patrimonio resterà del Comune, come pure il personale impiegato. Avrà un capitale iniziale, versato dai soci “fondatori” pubblici e privati, di un miliardo e 750 milioni fra: Comune di Faenza (1 miliardo, socio maggioritario); Provincia di Ravenna (250 milioni); Camera di Commercio di Ravenna (200 milioni); Fondazioni Cassa di Risparmio di Ravenna (100 milioni) e di Faenza (100 milioni); Banca di Romagna (25 milioni), Confartigianato Fapa (25 milioni), Cna (25 milioni) e Immagine Faentina Ceramiche artistiche (25 milioni). Lo statuto prevede comunque che altri “fondatori” possano aggiungersi con gli stessi diritti e doveri dei primi. La quota annuale di gestione la stabilirà la stessa Fondazione appena costituita. Entro la fine del mese il passaggio dovrebbe andare a regime: “poi – afferma la Callegari – si potrà presentare domanda di contributo alla Regione Emilia Romagna in base alla legge n.37”. La fondazione prevede un consiglio di amministrazione composto da un minimo di 7 membri e un massimo di 11, compreso il presidente che sarà nominato dal sindaco. Vige il criterio proporzionale, pertanto chi ci ha messo più soldi è colui che conta di più, sebbene notevoli poteri sono devoluti all’assemblea generale, designata fra l’altro ad approvare i bilanci e a deliberare sulle modifiche allo statuto. Nei giorni scorsi si era abbattuta sulla delibera l’ira delle opposizioni. Visto il rinvio, in particolare la lista civica “La tua Faenza”, aveva sospettato che non si trovassero i soldi, e che alcuni soci fondatori si fossero tirati indietro da una manovra considerata “poco appetibile agli investimenti dei privati, considerato il cronico assorbimento di fondi”.
f.d.