
FAENZA – La Bigorda d’Oro è andata al Nero. Il rione di porta Ravegnana si gode il successo grazie all’indovinato abbinamento fra un giovane cavaliere, Daniele Maretti, 22enne studente di architettura, e un cavallo di navigata esperienza, quale Onda de Zamaglia, baia inglese di 13 anni, straordinaria per affidabilità e già vincitrice di due Niballi, nel 1995 e 1996, entrambe le volte con il mitico Adriano Capiani. Per il rione Nero è la seconda vittoria nel palio delle giovani monte, dopo quella conquistata con Aldo Michinelli nel 1999 su Quaith. Il premio è arrivato domenica sera, al termine di una giostra entusiasmante e molto equilibrata, risolta solo agli spareggi e in parte condizionata da uno stillicidio di errori da parte di tutti i cavalieri. Canti, balli e brindisi di gioia hanno infine invaso via Croce, fino a tarda notte, e ora la “Bigorda d’oro”, la lancia con la quale si disputa il torneo è collocata in bella mostra all’interno della rinnovata sede rionale. Ha deluso il Verde, campione in carica che tutti davano per favorito, e probabilmente hanno inciso i problemi accusati dal cavallo Dandish, per via di un incidente stradale avvenuto una settimana fa. Solo il Rosso con Matteo Renzi in groppa ad Ingrid è riuscito a contrastare fino alla fine l’eroe di porta Ravegnana. Alla quarta tornata faceva infatti registrare l’unico en plain della contesa, “rubando” lo scudo a tutti gli sfidanti, grazie però agli errori proprio del Nero e anche del Bianco, entrambi primi sul bersaglio, ma senza centrare. Il Giallo, con Emanuele Bagnaresi su Evita, poteva rimettersi in gara alla quinta tornata contro il Verde, ma si rendeva protagonista dell’unica sfida nulla, con entrambi i cavalieri che andavano clamorosamente “a farfalle”. Sia il Rosso che il Nero riuscivano invece a sconfiggere i portacolori di porta Montanara rendendo così necessari gli spareggi: una tornata a destra e una sinistra, secondo lo schema del regolamento, ad oltranza. Ma sono bastati due affronti per decretare la vittoria di otto scudi a sei per il Nero. Terzo classificato Emanuele Bagnaresi del Giallo con quattro scudi. Solo il Verde e il Bianco (Cristian Malavolti e Mourad El Bacori) fornivano prove opache. I Borghigiani per la verità disponevano di un cavallo fortissimo, Alke Kangi, femmina baia di 5 anni vincitrice della giostra di Sulmona, nelle tornate “a sinistra” il giovane marocchino Mourad El Bacori non riusciva a tenerla in rotta, a destra invece, la cavalla si è rivelata un vero fulmine, ma il cavaliere sbagliava a ripetizione. Colpi di scena che hanno fatto salire l’adrenalina al pubblico sugli spalti. Come sempre le colorate coreografie dei supporter hanno costituito una degna cornice ad una manifestazione che, nata nel 1997 è già entrata nel cuore dei rionali e dei faentini. Grazie ad un regolamento che alla fine incorona sempre il più meritevole, c’è poco spazio per le recriminazioni. Come sempre ai perdenti non resta che tentare la rivincita alla prima occasione. Da segnalare solo un’ultima cosa: la ritrovata competitività del Giallo stavolta davvero ad un passo dal creare seri problemi a tutti.
Francesco Donati